Enzo Miucci, detto U’ Criatur, è tornato in libertà. Una scarcerazione eccellente nel panorama della mafia foggiana, perché Miucci è ritenuto l’uomo al vertice del clan Li Bergolis-Miucci, soprannominati i ‘Montanari’ perché la loro massima influenza è esercitata nel territorio di Monte Sant’Angelo, sul Gargano. Trentasei anni, U’ Criatur era stato arrestato dai carabinieri, guidati fino a pochi giorni fa dal comandante Marco Aquilio e ora da Nicola Lorenzon, nel maggio scorso per violazioni della sorveglianza speciale. Ora, scontato il periodo dovuto, è in attesa – a quanto si apprende – che gli venga nuovamente notificata la nuova misura.

Il clan capeggiato da Miucci è in lotta con la nascente batteria di fuoco Lombardi-La Torre-Ricucci, guidata da Matteo Lombardi, detenuto per l’omicidio di Giuseppe Silvestri nel marzo 2017, ucciso a Monte Sant’Angelo, e da Pasquale Ricucci detto Fic secc e Pietro La Torre U’ Montanar, quest’ultimo latitante da mesi. I Lombardi-La Torre-Ricucci sono nati dalle ceneri del clan Romito, decapitato da sentenze e omicidi, l’ultimo dei quali quello del boss Mario Luciano, obiettivo principale della strage di San Marco in Lamis dell’agosto 2017.

Negli ultimi anni l’influenza di Miucci, secondo gli inquirenti, è cresciuta grazie alla detenzione degli storici capi della famiglia Li Bergolis, i fratelli Franco, Armando e Matteo, tutti in carcere dopo il maxi-processo Iscaro-Saburo. I tre stanno scontando condanne pesantissime, rispettivamente all’ergastolo e a 27 anni. Da quando i tre sono ristretti in cella, Miucci – secondo le ricostruzioni degli investigatori – avrebbe via-via preso il comando allargando la rete di alleanze sia nella città di Vieste, con il gruppo di Girolamo Perna, ultima vittima della guerra di mafia, e nel capoluogo con il clan Sinesi-Francavilla.

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