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Ebola, il ministero della Salute: “Negativi al virus i due cooperanti”. Erano ricoverati all’ospedale Sacco di Milano

I due cooperanti rientrati dall'Uganda sono negativi al virus: si sospetta un'infezione di origine batterica. Tutti i dettagli
Ebola, il ministero della Salute: “Negativi al virus i due cooperanti”. Erano ricoverati all’ospedale Sacco di Milano
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Sono risultati negativi al test per il virus Ebola i due cooperanti italiani ricoverati all’ospedale Sacco di Milano, dopo essere rientrati dall’Uganda con febbre e altri sintomi. Lo ha comunicato il ministero della Salute.

“I due pazienti sono stati sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinico-specialistica nell’ambito delle attività di monitoraggio con riferimento all’epidemia di malattia da Ebola che si è sviluppata nella Repubblica Democratica del Congo” ha aggiunto ministero della Salute che, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia. Il ministero della Salute “sta anche partecipando al Comitato operativo della Protezione civile nell’ambito delle attività di coordinamento e monitoraggio in corso. Il ministero continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell’evoluzione del quadro epidemiologico. Il rischio in Italia resta molto basso”.

L’ipotesi più accreditata è che i due abbiano contratto un batterio all’apparato gastroenterico. I pazienti, da quanto è stato comunicato da Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, sono risultati negativi anche ai test per malaria e per i principali virus respiratori attualmente monitorati. “Le condizioni cliniche dei due soggetti restano sotto osservazione da parte degli specialisti infettivologi. Alla luce dei primi risultati diagnostici – ha detto – tra le ipotesi attualmente considerate vi è quella di un’infezione di origine batterica a carico dell’apparato gastroenterico. È stata infatti riscontrata positività alla Shigella in entrambi i soggetti”. In ogni caso sono in corso ulteriori approfondimenti microbiologici e colturali. “Al momento non sussistono elementi di allarme per la salute pubblica. Se questa mattina fossero state rispettate le corrette tempistiche e procedure – conclude l’assessore – si sarebbe potuta evitare l’attivazione di un allarme mediatico che ha comportato un notevole dispiego di risorse e attività operative”.

Dopo il rientro dall’Uganda dei due cooperanti, un uomo di 31 anni e una donna di 33, è stato attivato il protocollo sanitario per sospetti casi di ebola in due paesi del Comasco, Lurate Caccivio e Bulgarogrosso. I due erano atterrati domenica a Malpensa dopo una permanenza di circa tre mesi per attività di volontariato. Viaggiavano in un gruppo di sette persone composto da due nuclei familiari. I due avevano mostrato un aumento della temperatura corporea durante la notte: nel caso della donna si trattava di “febbre molto alta con nausea, vomito, diarrea, e anche una leggera sintomatologia di carattere neurologico”. Meno preoccupante la situazione del 31enne, con febbre a 37,5-38 e “sintomi vaghi di problematiche di tipo intestinale”. Entrambi erano stati isolati e portati dai vigili del fuoco al Sacco di Milano. Gli altri componenti del gruppo e alcuni contatti familiari erano stati posti in isolamento domiciliare fiduciario.

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