Spezzata e danneggiata. Un solco proprio nel mezzo. Hanno ridotto così la targa in memoria di Peppino Impastato, l’attivista ucciso da Cosa nostra il 9 maggio del 1978. I vandali sono entrati in azione nella villetta a lui intitolata nel quartiere San Giovanni Apostolo, a Palermo, dove la targa era stata messa il giorno prima. “Un segnale inquietante” o “una minaccia, come dire: qui comandiamo noi”, dice Giovanni Impastato, fratello di Peppino. “Non credo si sia trattato semplicemente di una bravata – ha aggiunto –  soprattutto perché è accaduto a distanza di poche ore dalla sua sistemazione. Il messaggio sembra: voi qui non dovete stare, la piazza deve restare nel degrado”.

Dopo la bonifica e la riqualificazione dell’area, la targa era stata posta dalle istituzioni del quartiere e dai rappresentanti della scuola Giuliana Saladino, con una cerimonia “non troppo partecipata” dai cittadini, spiega Impastato. “C’è ancora molto lavoro da fare in questo quartiere che, come spesso accade nelle periferie, vive in una condizione di abbandono. Qui la cultura della legalità ancora non è attecchita del tutto e proprio la scuola deve mantenere alta l’attenzione per far sì che i piccoli bulletti non diventino manovalanza per la criminalità” Ma la targa, assicura, “sarà rimessa al più presto al suo posto”.

Molte le condanne nei confronti dell’atto vandalico. “Meschini. Vandalizzare la targa dedicata d Impastato non significa altro che rivelare la propria bassezza la propria viltà. D’altronde cosa è la mafia se non infamia?”, ha scritto su twitter il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra. “Un gesto vile che condanniamo con fermezza. Ci assicureremo che la targa sia rimessa al suo posto nel più breve tempo possibile. L’alleanza fra cittadini e cittadine palermitani e istituzioni costruisce ogni giorno il riscatto di una città che si batte contro la mafia”, dicono i consiglieri comunali di Sinistra Comune a Palermo. Mentre il Movimento 5 stelle del capoluogo siciliano ha espresso vicinanza a “tutti i residenti del Cep, alle scuole, alla parrocchia e all’associazione San Giovanni Apostolo, che ogni giorno con azioni concrete portano avanti i valori di legalità e di rispetto delle istituzioni”.

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