TROPPA GRAZIA di Gianni Zanasi. Con Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Elio Germano. Italia, 2018. Durata: 100’ Voto 1,5/5 (DT)

Una giovane geometra viene invitata a compiere con celerità i rilevamenti su un terreno intonso in mezzo alla campagna dove sorgerà un’opera architettonica avveniristica. Mentre è lì tra i campi le appare una “madonna”, che poi continuerà ad apparirle ovunque facendola impazzire e chiedendole di impedire la costruzione dell’opera. Solito sgangherato e incomprensibile guazzabuglio di scrittura e regia a firma Zanasi che obbliga lo spettatore ad essere asservito alla comicità scialba e puerile scaturita dall’esasperazione della protagonista. L’ipotetico messaggio politico che si nasconde in ogni film del nostro (qui l’ecologismo, ma giusto per generosità) è l’ennesimo sciagurato puntello per coprire l’inesistenza di uno sguardo da cineasta. Mezzo punto in più perché Battiston, Germano e Thomas Trabacchi reggono la baracca del forzato straniamento attoriale. Altrimenti si andava sottozero.

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Film in uscita, da Il vizio della Speranza a Troppa Grazia: cosa ci è piaciuto e cosa (decisamente) no

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