“Peccato non aver mostrato i peli delle ascelle di Margot Robbie“. Emerald Fennell ci teneva. Invece alla fase di montaggio è scesa la mannaia. Parliamo dell’amato odiato adattamento cinematografico di Cime tempestose che, uscito a febbraio scorso, ha trionfato al box office con oltre 190 milioni di dollari nel mondo.
La 40enne regista britannica ospite dell’Hay Festival in Galles nei giorni scorsi ha affermato che c’è grosso rammarico da parte sua nell’aver dovuto sacrificare una scena in cui la Robbie mostra le ascelle e si scorge una foresta nera. “Il personaggio di Cathy aveva ascelle estremamente pelose e mostrare che Margot non se le fosse depilate per aderire al personaggio sarebbe stato molto importante per me”.
Spesso, ha ricordato la Fennell, guardando gli adattamenti di Jane Austen ci si chiede: “dove sono i rasoi che userebbero queste donne? Sono tutte lisce come anguille, è una follia!”. Insomma, l’anelito compositivo sarebbe stato verso un realismo esasperato (che per altri dettagli fisico somatici nel film non c’è affatto ndr) del pelo femminile.
Fennell non ha però spiegato il perché del definitivo taglio, trincerandosi dietro un “sfortunatamente la scena in cui appaiono non è stata inserita nel film”. Montatrice (Victoria Boydell) autoritaria? Produttori anti pelo ascellare? Insomma, anche con la rivoluzionaria Fennell in regia e scrittura il celebre racconto di inizio ottocento tra rocce e dirupi sull’Atlantico è rimasto senza ascelle pelose. Attendiamo il prossimo adattamento della Bronte incrociando dita… e peli ascellari.