C’è Rosario Crocetta che fa votare il candidato della Lega in cambio dei voti per Michele Emiliano alle primarie. E Giancarlo Giorgetti che conferma di essere quello che tutti sospettano: il Richelieu non solo della Lega ma anche di Matteo Salvini. E poi Totò Cuffaro, che non si può ricandidare ma non ha mai smesso di fare politica. Quella che ci rimane peggio, alla fine, è Giorgia Meloni: credeva davvero di aver trovato un candidato pulito per Fratelli d’Italia. E invece è diventata protagonista di un film.

Si chiama Il Sindaco. Italian Politics for Dummies ed è un documentario unico nel suo genere: è fatto con le riprese video di una vera campagna elettorale. Quella di Ismaele La Vardera, inviato delle Iene, che alle elezioni comunali di Palermo del 2017, si era candidato sindaco. Ad approggiarlo una lista civica sostenuto da Noi con Salvini – la costola meridionale della Lega e da Fratelli d’Italia: prese il 2,7% ma  registrò con una telecamera nascosta alcuni dei protagonisti della campagna elettorale. Quelle riprese sono diventate un film prodotto da Medusa e firmato da Davide Parenti e Claudio Canepari che da più di 20 anni producono Le Iene: andrà in sala il 26 e 27 novembre.

Sul grande schermo finirà dunque Crocetta, l’ex governatore della Sicilia con il Pd che nel 2017 non intende far votare Leoluca Orlando alle amministrative e promette sostegno a La Vardera. “Se fai votare un po’ di ragazzi dei tuoi per Emiliano mi fai a me una cortesia immensa perché noi gli diamo una bella stangata a ‘sto cazzo di Renzi“. In pratica il governatore del Pd fa votare il candidato sindaco della Lega, e in cambio chiede alla Lega i voti per Emiliano alle primarie del Pd. Ma anche l’ex governatore Cuffaro, condannato a sette anni per favoreggiamento alla mafia, scarcerato dopo cinque anni, e tornato sullo sfondo della candidatura di Fabrizio Ferrandelli con il centrodestra. “Adesso andremo al ballottaggio e tu la prima cosa che devi fare dopo è patrimonializzare il tuo risultato. Facciamo un ragionamento insieme: vai a fare l’ assessore e poi se ti vuoi candidare alle nazionali ti candidi”, dice Totò Vasa vasa. Più esplicito Gianfranco Micciché, il viceré di Forza Italia in Sicilia. “Chiederti oggi di dirottare le tue liste su Ferrandelli è ovvio che non lo posso fare Ma se tu potessi farlo”, ammicca per poi proporre. Che minaccia anche: “Se noi perdiamo per tre punti e tu prenti tre punti poi ti facciamo il culo“. 

La parte politicamente più rilevante, però, è probabilmente quella in cui i big leghisti decidono di appoggiare La Vardera. Scoperto da Giorgetti ed evidentemente proposto da quest’ultimo a Salvini. “Mi hanno parlato un po’ di te, di qualche idea pazza che hai in testa su Palermo. Non so cosa sai di me: sono Giancarlo Giorgetti, sostanzialmente il vice di Salvini, per semplificare”, dice il futuro sottosegretario incontrando La Vardera alla Camera. E spiegandogli che Salvini “sta cambiando un po’ pelle a quella che è la Lega, nel senso per come è sempre stata conosciuta e intesa. L’ha fatta diventare un movimento orgogliosamente populista”.

Ma perché la Lega dovrebbe puntare su La Vardera alle amministrative di Palermo, un turno elettorale che il Carroccio avrebbe straperso senza ombra di dubbio. “A naso per quello che ho capito io, con quello che c’è in giro, tu potresti comunque rappresentare un fenomeno“, dice Giorgetti. Nel suo studio arriva Salvini: “Se poi si studia un pacchetto di proposte per la città che è suo, io a quel punto posso dire: ah che figata! Nella palude di vecchi – Orlando e Crocetta e Micciché e Cuffaro e Gesù Cristo e tutti gli altri – c’è una novità!”. Passa un’ora e mezza da quell’incontro privato e Salvini ripete quelle parole in diretta televisiva.