A PRIVATE WAR  di Matthew Heineman. Con Rosamund Pike, Jamie Dornan, Stanley Tucci. USA 2018. Durata: 110’. Voto: 2/5 (AMP)

Omaggio dichiarato alla figura e alle gesta di Marie Colvin, il biopic diretto dal pregiato documentarista Heineman pecca di ingenuità strutturale e narrativa mentre tenta di rendere immortale la memoria della reporter di guerra americana inviata del The Sunday Times. Molto si sente la fonte letteraria alla base (l’articolo biografico della collega Marie Brenner su Vanity Fair) che già denunciava la doppia guerra di Colvin, pubblica e privata. Se dunque la “materia” sarebbe assai interessante (e doverosa verso tutti i giornalisti che rischiano la pelle) per questo suo mescolare i pericoli effettivi ai tormenti interiori della donna dovuti anche alla SPT (sindrome post traumatica) per eccessivo stress bellico, il problema sta nella sua poca originalità formale, nell’incapacità di renderla memorabile come invece – paradossalmente – sarebbe l’obiettivo del film stesso. Non c’è dubbio che la povera Rosamund Pike (ruolo della vita? Mah…) si sia trasfigurata – imbruttendosi – con tanto di occhio bendato piratescamente per calarsi nelle non facili vesti della Colvin ma anche la sua interpretazione suona stonata, eccessivamente kombatt e poco credibile.

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