“Il ponte rimarrà chiuso a tempo indeterminato”. La riunione tecnica conferma l’allarme improvviso arrivato nella serata di mercoledì. “Le condizioni della struttura appiono molto preoccupanti”, spiegano fonti informali a ilfattoquotidiano.it. Il Ponte della Scafa, unico collegamento diretto fra la frazione romana di Ostia e il comune di Fiumicino, potrebbe essere a rischio crollo. Così, dopo gli allarmi più o meno urgenti su Ponte e Viadotto della Magliana e sulla Tangenziale Est, l’emergenza ponti a Roma si sposta prepontentemente sul litorale, dove la società regionale Astral ha ricevuto la richiesta di chiusura immediata del vecchio cavalcavia da anni al centro di monitoraggi e progetti di rifacimento mai partiti. Nessuno può passarci sopra: camion, autobus, macchine, biciclette e perfino pedoni. Ma nessuno può passarci nemmeno sotto, essendo stata interrotta con ordinanza ad hoc la navigabilità del tratto di foce del Tevere. Vista la difficoltà nei collegamenti fra le due zone – Fiumicino non ha un ospedale, il più vicino è a Ostia – è stato consentito solo il passaggio delle ambulanze e dei mezzi sanitari. Il provvedimento è stato confermato dopo la riunione svoltasi in mattinata alla presenza dei tecnici di Astral, Regione Lazio, comuni di Roma e Fiumicino e rispettive Polizie locali, durante la quale gli ingegneri hanno mostrato i punti relativi ai giunti e alle travi che dovranno essere “analizzati in maniera approfondita” prima di poter dare un responso. Lavoro di verifica che durerà “almeno 10 giorni”, prima di capire quale sarà il destino dell’infrastruttura.

La chiusura del ponte è arrivata all’improvviso. Nel tardo pomeriggio di mercoledì, la società ingegneristica assegnataria del bando indetto da Astral per la verifica dei cavalcavia appena ereditati dai vari comuni del Lazio – il Ponte della Scafa era uno di questi, fino a tre mesi fa in gestione al comune di Roma – aveva inviato una documentazione urgente con la richiesta di chiusura dell’infrastruttura, con allegata documentazione fotografica, per il momento top secret. Fonti tecniche qualificate della società regionale hanno spiegato a ilfattoquotidiano.it che “la situazione è piuttosto preoccupante e non si poteva far altro che chiudere il ponte, anche se questo costa problemi di viabilità”. Non per niente, la struttura, piuttosto datata, era monitorata da tempo e già nel 2009 l’amministrazione capitolina guidata da Gianni Alemanno aveva previsto e co-finanziato (insieme alla Regione Lazio) il progetto di realizzazione di un “nuovo ponte della Scafa”. Il costo previsto dell’opera è di 28 milioni di euro ma questa non è stata mai avviata a causa di continui stop dovuti prima ad una serie di ritrovamenti archeologici che ne hanno interrotto l’iter, e poi a causa di una maxi-inchiesta per tangenti che aveva coinvolto la ditta aggiudicataria. La stessa società, una volta vistasi archiviata la posizione, ha potuto ottenere finalmente il via libera, ma solo nel gennaio di quest’anno. “I segnali di corrosione risalgono almeno al 2016, in particolare sulla vecchia campata che presentava fratture nel cemento e parti di intonaco mancati”, ricorda Fabrizio Santori, ex consigliere regionale di Fdi (oggi ha aderito alla Lega) che nel 2016 presentò un’interrogazione sui timori strutturali del ponte. Interpello al quale “non è mai arrivata risposta”. “Ho avuto modo di constatare alcuni visibili deterioramenti di parti della struttura”, ha ammesso lo stesso sindaco di Fiumicino, Esterino Montino.

È evidente, anche alla luce dei fatti di Genova, come la questione della sicurezza sia preminente. Ma restano le gravi difficoltà di viabilità che stanno bloccando tutto il quadrante sud della Capitale, rendendo la vita impossibile a migliaia di persone fra le quali molti dipendenti dell’Aeroporto di Fiumicino (che in gran parte vivono ad Ostia). Ad oggi, per percorrere i 6 km che separano il centro del Lido capitolino con quello del comune aeroportuale, è necessario risalire la via del Mare, prendere il Gra e tornare indietro sull’Autostrada Roma-Fiumicino: in totale sono 34 km. È per questo motivo che gran parte della riunione tecnica sul ponte ha visto protagonista l’emergenza viabilità. “La Regione Lazio metterà a disposizione mezzi Cotral e uomini per tamponare una situazione che ha dell’incredibile”, ha assicurato la consigliera regionale del Pd, Michela Califano. A quanto si apprende, gli ingegneri di Astral stanno valutando se sia il caso di far passare sul ponte gli autobus o almeno i pedoni, così da sopperire con navette e zone di parcheggio. Si sta anche valutando la costruzione di un ponte provvisorio militare attraverso il Genio civile, che si è messo a disposizione della Prefettura. Anche perché se il ponte – come possibile – non dovesse tornare agibile entro la prima settimana di settembre, il caos sull’intero quadrante sarebbe irrecuperabile.