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Ultimo aggiornamento: 22:45

Flotilla bloccata da Israele, l’inviato del Fatto a bordo: “Tra un po’ abborderanno anche noi, Tel Aviv è spregiudicata perché le consentono di farlo”

"Sono circa le 11 e mezza della sera del 18 maggio e mi trovo su Ksar Sadabad, un barcone turco della Global Sumud Flotilla con bandiera britannica", il racconto della giornata
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“Sono circa le 11 e mezza della sera del 18 maggio e mi trovo su Ksar Sadabad, un barcone turco della Global Sumud Flotilla con bandiera britannica”. Così Alessandro Mantovani, inviato del Fatto Quotidiano a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla racconta l’intercettazione da parte di Israele che ha bloccato diversi equipaggi del cordoglio umanitario a Ovest di Cipro.

“Il comandante mi dice che siamo a circa 160/170 miglia da Gaza. Hanno abbordato 41 delle 50 barche. E quindi ne mancano 12 o forse 13, ci aspettiamo che tocchi anche a noi. Poco fa abbiamo visto la luce rossa di una barca che poteva avvicinarsi, ma così non è stato. Viaggiamo a luci spente, io faccio questo video sotto una delle ultime lampadine rimaste accese. Siamo in 20, c’è anche il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto. Poi ci sono turchi, marocchini, tunisini, indonesiani, una cittadina statunitense, una spagnola, una neozelandese, un canadese. Israele sta intercettando le barche da stamattina e l’ha fatto anche alla luce del sole, agisce con grande spregiudicatezza perché glielo consentono, ma questo oltrepassare ogni volta una linea rossa ancora una volta significa aver paura della Flotilla e non ho dubbi che anche se fermeranno queste 12 barche che mancano ci saranno altre Flotille e altri tentativi di aprire al mare il corridoio umanitario che serve a Gaza”.

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