Dossier contrastanti, interessi in ballo e perfino un documento falso che sta facendo il giro delle redazioni. La vicenda del Ponte della Magliana a Roma sta diventando una specie di giallo, tanto che ora anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, vuole vederci chiaro e ha chiesto alla Giunta capitolina un report completo. Relazione che, a quanto trapela dal Campidoglio, dovrebbe essere abbastanza rassicurante, nonostante gli allarmi lanciati sulla tenuta di un’infrastruttura che quest’anno ha compiuto ben 70 anni. Il comune, infatti, ha specificato di aver stanziato per il ponte 2 milioni di euro per la manutenzione straordinaria di “giunti e appoggi” e resterà chiuso una sola notte, fra il 22 e il 23 agosto, ma solo per permettere la manutenzione dei guard-rail del limitrofo Viadotto della Magliana. Il restyling del cavalcavia – ma non la sua sostituzione – in realtà è previsto nell’ambito della realizzazione del cosiddetto Ponte dei Congressi, un sistema di viabilità basato su due ponti che comune di Roma e governo hanno finanziato poche settimane fa rispettivamente con 28 milioni e 144 milioni di euro ma che non vedrà luce prima del 2022.

L’ALLARME DI CALZONA – I timori per la tenuta del vecchio ponte sono da tempo amplificati dagli avvertimenti lanciati dall’ingegner Remo Calzona, da 40 anni professore di Tecnica delle Costruzioni all’Università Sapienza di Roma e uno dei maggiori esperti di ponti in Italia (è stato anche allievo di Riccardo Morandi, il progettista del ponte crollato a Genova). In un suo studio dello scorso anno, il docente-ingegnere sostiene che il ponte sia ormai arrivato a fine vita e, evidenziando la “dilatazione dei giunti” e l’usura dei materiali – cemento e travertino – chiede a gran voce che vengano per lo meno previste limitazioni di traffico e progettate soluzioni alternative a brevissimo termine, anche considerando il fatto che “non è mai stato collaudato”. Ma non è tutto. Il professor Calzona è tornato a parlare nelle ultime ore anche del Viadotto della Magliana, progettato proprio da Riccardo Morandi negli anni 50-60 e sul quale il Campidoglio da tempo ha cominciato un “attento monitoraggio”. Come detto, il Viadotto resterà chiuso nella notte fra il 22 e il 23 settembre per “lavori alle barriere e guard-rail”, cantiere che durerà fino a metà settembre per via dei conseguenti restringimenti.

IL CONFLITTO D’INTERESSE – Nonostante la sua indubbia professionalità, resta il fatto che il professor Calzona risulti essere anche il progettista del Ponte di Traiano, cavalcavia (ancora su carta) a completo servizio del futuro stadio dell’As Roma a Tor di Valle. Inizialmente il nuovo ponte doveva essere costruito con costi a carico della società giallorossa ma poi è stato stralciato dal progetto a seguito della riduzione delle cubature voluta dalla sindaca Virginia Raggi e nonostante il parere tecnico contrario del Ministero Trasporti. È evidente che se il Ponte della Magliana fosse dichiarato inagibile, quello progettato da Calzona – il quale, come risulta dalle carte dell’operazione Rinascimento del 13 giugno scorso, era destinatario di consulenze a pagamento da parte di Eurnova e di Luca Parnasi – diventerebbe l’unica alternativa valida e la parte pubblica (il comune o addirittura il governo nazionale, come ipotizzato dall’ex ministro Luca Lotti) non potrebbe fare altro che finanziare i 100 milioni necessari al nuovo cavalcavia a servizio dell’impianto giallorosso.

IL PARERE RASSICURANTE – È per tutti questi motivi “pur rispettando l’indubbia autorevolezza del professor Calzona”, come sottolineano in Campidoglio, che l’amministrazione comunale da mesi sta collezionando pareri “super partes” sulla vicenda. Su tutti, quello del professor Franco Braga, anch’egli docente (in pensione) della Sapienza, i cui sopralluoghi – constuali a quelli dei vigili del fuoco – “hanno evidenziato alcune necessità di manutenzione, ma hanno permesso di escludere i rischi di crollo ventilati a più riprese in alcuni ambienti giornalistici, tecnici o imprenditoriali”. La posizione è stata ribadita in queste ore anche dal presidente della facoltà, Antonio D’Andrea. Gli interventi di manutenzione previsti “dovrebbero passare a breve dalla fase di progetto definitivo a quella di progetto esecutivo, per poi essere messi in cantiere”, come spiegano da Palazzo Senatorio, per una cifra di 2 milioni di euro che sarà carpita molto probabilmente dai 90 milioni di euro complessivi previsti in bilancio nel triennio 2018-2020.

IL GIALLO DEL DOCUMENTO “FAKE” – Intanto, da giorni nelle redazioni dei quotidiani locali è ricominciato a circolare una presunta lettera dei Vigili del Fuoco al comune di Roma con la richiesta di limitazione della velocità e di transitabilità dei mezzi pesanti sul ponte, documento di cui ilfattoquotidiano.it era entrato in possesso già nell’aprile scorso che si è scelto di non pubblicare dopo che il comandante provinciale di Roma, Marco Ghimenti, lo aveva bollato come “un documento farlocco fatto con Photoshop”. Circostanza ribadita dallo stesso capo dei Vigili del Fuoco anche nelle ultime ore ai giornali locali che hanno scelto di pubblicarlo insieme alle interrogazioni dei parlamentari di Pd e Fratelli d’Italia.