Salvini? In qualità di cittadino, può anche dissentire dalla sentenza sui fondi della Lega. Ma non è accettabile che un ministro dell’Interno chieda al presidente della Repubblica, e cioè al presidente del Csm, di intervenire su quei magistrati che hanno emesso quella sentenza. Questa è una rottura del patto democratico“. E’ il duro j’accuse dell’ex leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, contro il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso di Ecg Regione (Radio Cusano Campus). Di Pietro esprime il suo disappunto anche nei confronti dei 5 Stelle e del capo dello Stato: “Mi amareggia ancora di più che il M5s, che per queste cose ha dato sempre battaglia, dalla manifestazione davanti alla casa di Berlusconi alle proteste davanti al Parlamento, oggi dica che si tratta di una sentenza politica. E mi amareggia che Mattarella riceva Salvini. E’ doveroso che il presidente della Repubblica riceva il Ministro dell’Interno, ma per i fatti inerenti al suo ministero. Se l’incontro avviene il giorno dopo che Salvini dice di voler essere ricevuto per parlare dei giudici” – continua – “non ci crede nessuno che il colloquio non verterà sui magistrati. Io mi sento un po’ preso in giro. Mattarella avrebbe dovuto dire a Salvini di ritirare quella richiesta fatta con un atto pubblico di scuse. Dire ‘non parleremo di questo’ mi pare ipocrisia istituzionale per ammantare di perbenismo una proposta oscena, mai ritirata pubblicamente”. E sottolinea: “A me pare un atto di debolezza da parte del Presidente della Repubblica, che con ben altra verve avrebbe dovuto affrontare la questione. Non è il capo dello Stato che deve dire ‘non parleremo di questo’. E’ il ministro dell’Interno che deve ammettere pubblicamente di aver sbagliato e ritirare ciò che ha detto. Invece Salvini ogni giorno alza sempre di più la posta. Qui c’è un ministro dell’Interno che sta attaccando la magistratura. Nel personaggio questo può anche starci, ma mi dispiace molto è il pesce in barile, il silenzio imbarazzante, il tentativo democristiano di giustificare Salvini, che stanno portando avanti la classe dirigente del M5s. Fanno finta di non vedere un affare così delicato”. Di Pietro, infine, osserva: “Conosco molto bene Beppe Grillo, conoscevo molto bene Gianroberto Casaleggio. Ieri davanti agli attacchi contro la magistratura dal M5s c’era un urlo liberatorio. Oggi dallo stesso M5s c’è un silenzio omertoso. Da quale parte, secondo voi, sta Beppe Grillo?”