2 giugno, la svolta della Repubblica grazie al voto del popolo: 8 libri per sapere di più e meglio del referendum di 80 anni fa
Il 2 giugno 1946 rappresenta una delle pagine più alte e decisive della storia italiana. In quel giorno, dopo gli anni bui della guerra e della dittatura fascista, il popolo italiano fu chiamato a scegliere il proprio futuro attraverso il referendum istituzionale che segnò il passaggio dalla monarchia alla Repubblica. Per la prima volta nella storia del nostro Paese, anche le donne esercitarono il diritto di voto in una consultazione nazionale, segnando un passaggio fondamentale verso una piena cittadinanza e una società più giusta e inclusiva. Ottant’anni dopo, grazie al lavoro di molti scrittori, storici e giornalisti si sono riaccese le luci sui protagonisti di questa svolta. Ilfattoquotidiano.it ha raccolto una rassegna dei libri usciti di recente per saperne di più
Hotel Imperial 1946 di Tommaso Percivale – Einaudi
Un libro di narrativa per ragazzi dai 12 anni. Una storia che racconta i valori fondanti della nostra Repubblica e la lotta per la libertà e la democrazia. Un racconto avvincente sulla nascita dell’Italia democratica. 1946. Un hotel di lusso in cui si incrociano ricchi, potenti, rivoluzionari e spie. E dove si incontrano tre giovani, all’alba di una scelta che cambierà l’Italia.
La Costituzione siamo noi. Perché la Costituzione è l’anima della nostra democrazia di Matteo Saudino – Piemme
L’autore è il famoso prof di Barbasophia, il popolare canale Youtube che conta oltre 350 mila iscritti e sessanta milioni di visualizzazioni. In questo libro ci accompagna in un viaggio attraverso gli articoli più significativi della Costituzione, per ricordarci i pilastri su cui si basa la nostra democrazia e spronarci a prenderne cura e attuarla sempre. Alla domanda che si fa l’autore – “Quando è nata la nostra anima politica?” – la risposta si sofferma sul 2 giugno 1946 ricordando l’affluenza alle urne, i numeri della votazione, il lavoro dell’Assemblea Costituente.
2 giugno di Umberto Gentiloni Silveri – Il Mulino
Il 2 giugno 1946 è la data di fondazione della nostra Repubblica. Un giorno che segna al tempo stesso la fine della tempesta del conflitto mondiale e l’inizio di una nuova storia. Una svolta non priva di contraddizioni, tanto che il suo valore simbolico tende ad affievolirsi nel corso del tempo. Quando è riscoperto e nuovamente inserito nel calendario civile, il 2 giugno assume un significato diverso, è una risposta alle ipotesi secessioniste, è una sfida a chi mette in questione le ragioni che tengono insieme una comunità nazionale. Sono trascorsi ottant’anni: le nuove generazioni vorranno ridare sostanza e vigore a quel giorno?
Nata democratica di Luca Baldissara e Nadia Urbinati – Il Mulino
Dalla lotta partigiana alla Costituzione, dalle armi alle norme: la Repubblica nasce democratica, la democrazia si apprende praticandola. Quell’ansia di riscatto e quella spinta al cambiamento costituirono la volontà fondativa della democrazia italiana. Il libro indaga questa duplice dimensione: la conquista della libertà attraverso la partecipazione e l’impegno nella lotta, e la democrazia che si fa strada nella ricostruzione della vita civile locale e che si afferma nel potere costituente. La Costituzione emerge così come un corpo vivo, frutto originale di un intreccio indissolubile di memoria critica del passato, urgenze del presente e aspettative del futuro. Un prologo, un libro aperto sul futuro.
Il voto alle donne. Una storia globale a cura di Raffaella Baritono e Vinzia Fiorino – Il Mulino
La storia del suffragio femminile nel mondo ha rivelato il potere patriarcale radicato nel contratto sociale e mostrato come i concetti di libertà e uguaglianza, pur sembrando universali, siano invece emersi nel conflitto tra indipendenza e schiavitù, uguaglianza e differenza. A partire da Europa, America, India e mondo arabo, questo libro mette a fuoco analogie e discontinuità dei processi non lineari che hanno condotto al riconoscimento del diritto di voto alle donne. Capacità di mobilitazione da parte dei movimenti, alleanze e strategie politiche, permeabilità del sistema, dinamiche interne e internazionali hanno influenzato l’acquisizione del suffragio.
Votare di Francesco Clementi – Il Mulino
Nel tempo delle opinioni istantanee e dell’indifferenza crescente, votare sembra un gesto lento e fuori moda. Eppure, proprio oggi, quella lentezza è la sua forza. Votare significa fermarsi, scegliere, assumersi la responsabilità della libertà. Nel suo senso originario votum indica infatti una promessa, una speranza, un impegno. Non è solo un atto individuale, ma un gesto che lega la voce del singolo a qualcosa di più grande: la fiducia in una convivenza comune. In questa radice si riconosce il voto politico moderno con cui il cittadino rinnova l’impegno a vivere con gli altri. A ottant’anni dal 1946 – quando le italiane e gli italiani per la prima volta uniti, diedero voce alla democrazia – questo libro invita a riscoprire il coraggio di testimoniare assieme la propria idea. Un gesto che dice “noi”, non solo “io”.
Le istituzioni della Repubblica italiana (1946-1994) di Guido Melis – Il Mulino
Dal referendum del 2 giugno 1946 alle elezioni del 27-28 marzo 1994 si snodano i quasi cinquant’anni della prima fase del “lungo dopoguerra italiano”. Questo volume concentra l’attenzione sul ruolo delle istituzioni repubblicane e sul loro continuo intrecciarsi con le trasformazioni sociali, economiche e politiche del Paese. Le istituzioni in movimento, dunque, mai immobili: dal consolidarsi e poi incrinarsi del sistema politico al protagonismo mutevole dei partiti, dalle metamorfosi del modello di governo al progressivo ridimensionamento del Parlamento. Una riflessione che illumina le continuità e le fratture della democrazia italiana nella sua fase più delicata.
Otto alla Costituente, la storia e il peso dei cattolici che hanno fondato la Repubblica di Luigi Accattoli ed Emilia Flocchini – San Paolo
Il volume ricostruisce il ruolo decisivo dei cattolici nella nascita della Costituzione italiana. Otto uomini, un’Assemblea, una Costituzione. In Otto alla Costituente. Gli uomini di Dio che hanno fondato la Repubblica, si porta alla luce un fatto unico nella storia parlamentare italiana: la presenza, tra i padri della Repubblica, di otto figure cristiane di altissimo profilo spirituale e civile. Da Alcide De Gasperi ad Aldo Moro, passando per Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Giuseppe Lazzati, Igino Giordani, Enrico Medi e Benigno Zaccagnini, prende forma un racconto che intreccia fede e politica, coscienza personale e responsabilità pubblica. Non un saggio specialistico, ma un affresco narrativo costruito attraverso profili agili, parole significative e richiami ai momenti decisivi dei lavori costituenti. Ne emerge una trama di relazioni, amicizie, differenze e convergenze che hanno contribuito a dare alla Carta del 1948 un’impronta profondamente umana e solidaristica. Il volume illumina l’anima cristiana della democrazia italiana e invita a riscoprire la politica come vocazione al servizio, responsabilità morale e possibile cammino di santità.