Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceverà il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, lunedì prossimo alle ore 12.00. Ma non si parlerà di toghe e fondi della Lega, al centro di un processo e di un sequestro da 49 milioni di euro. Lo specifica in una nota l’Ufficio Stampa del Quirinale: “Sono, ovviamente, escluse dall’oggetto del colloquio valutazioni o considerazioni su decisioni della magistratura“.  “Avrò il piacere di spiegargli le tante cose fatte nel mio primo mese da ministro, per mantenere le promesse, per difendere i confini, per proteggere gli italiani e riportare ordine, rispetto e tranquillità in Italia”, ha scritto in tweet Salvini.

Così il Colle ha deciso di risolvere la richiesta di un faccia a faccia del leader leghista, che già venerdì aveva smorzato i toni. Non aveva invocato più la salita al Quirinale da leader di un partito vittima di un “attacco alla democrazia”, ma domandato “rispettosamente” a Mattarella – “il mio presidente” – un incontro al suo ritorno dalla visita di Stato nei Paesi baltici, per “parlare delle tante cose belle che stiamo facendo qua al ministero“. Una smorzata, una smussatura per prova a ricucire le strappo, dopo aver irritato non poco il Quirinale. E che il Colle ha colto per chiudere la questione.

L’irritazione del Quirinale – Il pressing di Matteo Salvini per poter incontrare il capo dello Stato dal quale la Lega cercherebbe sostegno sulla vicenda dei fondi del partito era cominciato a metà settimana. Il Carroccio aveva fatto trapelare l’indiscrezione che fossero in corso contatti con il Quirinale e che al rientro del presidente della Repubblica Sergio Mattarella dalla missione nei Paesi baltici ci sarebbe stata la possibilità di individuare una data per l’incontro. Ma giovedì era arrivata la smentita del Colle, neanche troppo velata: “Il presidente della Repubblica è all’estero ed è all’oscuro di qualunque contatto”, affermava una fonte della delegazione al seguito del capo dello Stato.

Le motivazioni della Cassazione – Tempistiche non casuali. Il 3 luglio la Cassazione ha depositato le motivazione della sentenza che il 12 aprile scorso ha chiesto il sequestro delle somme future che entrano nelle casse del Carroccio, fino al raggiungimento dei 49 milioni che secondo i magistrati l’ex partito di Bossi deve restituire allo Stato. Per questo il ministro dell’Interno era tornato sull’argomento. ”Se qualcuno dieci anni fa ha speso in maniera errata 300mila euro e verrà condannato in via definitiva, di quei 300mila euro, anche se non c’entro nulla, sono personalmente disposto a farmi carico. Se questo significa attaccare politicamente un partito che sta conquistando la fiducia degli italiani, ne parlerò con Mattarella: penso sia ancora permesso che il vicepremier possa parlare con il suo presidente della Repubblica“. “Starà a Mattarella decidere se c’è in ballo la libertà d’espressione o la democrazia”, aveva detto Salvini.

Le parole di Bonafede – Sulla questione era intervenuto pure il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, sottolineando che gli attacchi della Lega ai magistrati “sembrano più da Seconda Repubblica“. E quindi simili alle offese lanciate per anni da Silvio Berlusconi alle toghe.

L’inchiesta del Fattoquotidiano.it – Nel frattempo un’inchiesta del Fattoquotidiano.it ha indagato su Via delle Stelline 1, a Milano, sede della nuova Lega costituita da Salvini dopo che le procure si sono messe alla ricerca dei fondi di quella vecchia. Si apprende così che la Lega con il Nord e secessionista, è stata messa in soffitta. Sei mesi fa è stata appunto creata la Lega per Salvini Premier con la nuova sede “fantasma” in via delle Stelline, dove non c’è quasi nulla, dove non si può consegnare una raccomandata. E allo stesso indirizzo spuntano società schermate.