“Così come è la legge sulle intercettazioni finisce per ostacolare l’esercizio delle indagini“; per questo va modificata “in alcuni punti”. Lo ha sostenuto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, ospite di 1/2 h in più su Rai3. De Raho ha parlato anche di una necessità di riforma del 416 bis (l’associazione di stampo mafioso) in cui dovrebbe avere un aspetto più forte la corruzione: “Sono a favore di un tagliando al 416 bis nei limiti in cui la corruzione possa costituire un’aggravante dell’associazione mafiosa”. Più precisamente: “Nessuno mette in dubbio che il nucleo centrale dell’associazione mafiosa vada mantenuto. Ma ci si è resi conto che la mafia ancora prima dell’intimidazione utilizza la corruzione e la collusione. Ci sono forme di infiltrazione che finiscono per inquinare le pubbliche amministrazioni” . “La corruzione che dilaga è uno degli elementi che più di tutti inquina il nostro sistema”, ha aggiunto ancora il procuratore.

Secondo De Raho bisogna andare oltre lo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose: “In territori come quelli calabresi in cui la ‘ndrangheta si è impossessata della libertà dei cittadini è necessario un intervento che non sia solo di controllo delle attività amministrative per un periodo limitato”. “Non possono bastare due anni”, ma non si può nemmeno “sospendere la democrazia- ha aggiunto il magistrato – Pensare a percorsi che possano accompagnare gli organi elettivi con un sostegno statale potrebbe essere la soluzione”.

Infine un ultimo commento sull’impegno di Piero Grasso appena diventato leader di Liberi e uguali, il partito unico a sinistra del Pd: “Penso che è certamente legittimo che qualunque cittadino possa contribuire al miglioramento della società” dice il procuratore nazionale antimafia rispondendo a Lucia Annunziata. De Raho definisce una “priorità” la legge in discussione sulla candidabilità dei magistrati. “Ho da sempre sostenuto che chi esercita una delle funzioni dello Stato importante come quella giurisdizionale non debba poi entrare nella politica perchè è come passare da un potere a un altro. Ma un discorso di questo tipo – ha detto Cafiero De Raho – prevede distinzioni: un magistrato che ha dato la vita all’affermazione dei valori della Costituzione e pensa poi di poter dare, al suo pensionamento, un contributo alla politica penso che potrebbe continuare a dare qualcosa di utile al popolo italiano”.

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