Il ‘Blue Monday‘, terzo lunedì di gennaio, sembrerebbe essere il giorno più triste dell’anno. È una tradizione tutta inglese, che nasce da un complesso calcolo matematico attribuito nei primi anni 2000 a Cliff Arnall, uno psicologo dell’Università di Cardiff. La sua equazione prende in considerazione diverse variabili, come il meteo, i debiti accumulati con il Natale, il salario mensile, il tempo che ci separa dalle prossime festività, il tempo trascorso da quando ci siamo resi conto che i buoni propositi di inizio anno sono falliti, il calo delle motivazioni e la necessità di darsi da fare. Una formula complessa, che secondo Wired è semplicemente una “bufala“. Un articolo pubblicato sul sito denuncia come la credenza del “lunedì nero” sia in realtà “una vecchia trovata pubblicitaria del 2005, quando un giovane psicologo fu pagato per firmare uno studio privo di basi scientifiche”.

Al picco di tristezza nel ‘Blue Monday’ in Gran Bretagna ci credono seriamente, tanto che proprio in questa giornata, secondo un calcolo inglese, aumenta il numero di assenze dal lavoro. Molto più dubbioso Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria, che sottolinea le difficoltà a verificare la veridicità di questa ricorrenza e invita comunque a viverla controcorrente: “Anche la tristezza è un’emozione, dunque viviamola come tale. È giusto accogliere in noi tutte le emozioni, incluse quelle ‘blue’, o tristi, perché così potremo dare un corretto valore a tutte le altre”. “Insomma -spiega Mencacci – la giornata del Blue Monday potrebbe rappresentare anche un utile invito alla riflessione“. Cosa ben differente però “è parlare di depressione -precisa lo psichiatra – che è una vera patologia per la cui cura si fa ancora troppo poco. Di depressione bisogna parlare di più, mettendo in campo misure mirate”.

Per Wired invece non ci sono dubbi, quello del “lunedì più nero dell’anno” è semplicemente “uno sconforto immotivato“. L’idea del ‘Blue Monday’ nacque – si legge nell’articolo – quando la compagnia di viaggi Sky Travel decise di promuovere un’iniziativa per convincere i propri clienti che la loro eventuale tristezza aveva un fondamento scientifico, e che per questo la si poteva combattere con una bella vacanza. La fatidica formula, denuncia Wired, “comparve per la prima volta all’interno di un comunicato stampa aziendale” ed è “assurda, perché non specifica quali unità di misura occorrano utilizzare per ciascun parametro”.

L’articolo getta diverse ombre anche sulla paternità dell’equazione matematica. Lo psicologo Arnall avrebbe infatti ammesso di aver accetto l’offerta di un’agenzia che era alla ricerca di uno scienziato disposto a mettere la propria firma su uno studio dalle conclusioni già scritte. A elaborare la formula originale sarebbe stata Porter Novelli, un’agenzia di pubbliche relazioni londinese. La stessa università di Cardiff avrebbe preso le distanze da Arnall, che all’epoca lavorava come tutor per gli studenti. Wired riduce dunque la nascita del ‘Blue Monday’ a una mera esigenza economica: in seguito al calo di prenotazioni successivo alle feste di Natale e Capodanno,” era necessario trovare un motivo per invogliare le persone a viaggiare”.