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“Non c’era una visione comune”: i legali lasciano la difesa della famiglia del bosco. Nuovo avvocato è Simone Pillon

Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas rinunciano al mandato della coppia che viveva nel bosco di Palmoli. Prima di loro aveva infatti rinunciato al mandato anche l’avvocato Giovanni Angelucci
“Non c’era una visione comune”: i legali lasciano la difesa della famiglia del bosco. Nuovo avvocato è Simone Pillon
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“Abbiamo rinunciato, non c’era una visione comune”. Con queste parole l’avvocata Danila Solinas ha confermato a LaPresse la decisione, presa insieme al collega Marco Femminella, di lasciare la difesa della cosiddetta “famiglia del bosco”, il nucleo familiare che viveva isolato nelle campagne di Palmoli, nel Chietino. La rinuncia al mandato rappresenta un nuovo colpo di scena nella vicenda giudiziaria che coinvolge la coppia, ai quali il Tribunale per i minorenni ha sospeso la responsabilità genitoriale sui tre figli minori. I due legali di Chieti assistevano la coppia dallo scorso novembre e stavano seguendo il procedimento finalizzato al possibile riavvicinamento dei bambini ai genitori. Il nuovo legale è Simone Pillon. L’ex senatore della Lega è stato tra gli organizzatori e sostenitori del Family Day ed è esperto di diritto di famiglia.

Anche il primo avvocato aveva rimesso il mandato. Quello di Femminella e Solinas è il secondo abbandono della difesa in pochi mesi. Prima di loro aveva infatti rinunciato al mandato anche l’avvocato Giovanni Angelucci, di Francavilla al Mare, che inizialmente seguiva la coppia. Una decisione arrivata improvvisamente e motivata, all’epoca, con le difficoltà nel condividere una linea difensiva con i propri assistiti. “Ritengo doveroso e necessario rinunciare al mandato difensivo – aveva scritto Angelucci in una nota – non potendo in tutta coscienza e nel rispetto della deontologia professionale impostare una difesa monca e non aderente alla linea difensiva che io avevo indicato e concordato già da tempo con i miei assistiti”. La scelta dei due avvocati abruzzesi arriva in una fase ancora delicata del procedimento e mentre l’attenzione mediatica sul caso resta elevata. Il 30 aprile scorso la Corte d’Appello dell’Aquila aveva respinto l’ulteriore reclamo della famiglia ritenendolo “improcedibile” perché la decisione spetta al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.

La coppia dal 2021 viveva con tre figli piccoli nel casolare. I fratellini non frequentavano la scuola (i genitori sostenevano l’educazione parentale), non avevano assistenza pediatrica, né completato il ciclo di vaccinazioni e non parlavano italiano. Nel settembre 2024 la famiglia si era intossicata con funghi raccolti dal padre ed è stata soccorsa casualmente da un vicino. In ospedale i genitori avevano rifiutato alcune cure per i figli che rifiutavano il sondino nasogastrico, episodio che aveva fatto partire le segnalazioni alle autorità.

L’allontanamento dei bambini è avvenuto nell’ambito di un percorso seguito dai servizi sociali e disposto dal Tribunale per i minorenni, sulla base di valutazioni relative alle condizioni di vita dei minori. La più grande al momento dell’allontanamento aveva una bronchite non curata. Dopo un periodo di permanenza nella casa, la madre è stata allontanata il 7 marzo dalla struttura per l’atteggiamento “ostile” e “squalificante” nei confronti degli operatori. A seguito della decisioni i magistrati erano stati attaccati dalla stessa premier, Giorgia Meloni, e hanno subito una ispezione decisa dal ministro della Giustizia. I coniugi sono poi stati ricevuti dal presidente del Senato e hanno partecipato anche a una conferenza stampa alla Camera. Qualche settimana fa, dopo che il Comune di Palmoli aveva messo generosamente a disposizione un alloggio, sembrava che il ricongiungimento fosse più vicino. Anche perché era emerso che la coppia volesse accettare alcune prescrizioni richieste come sull’istruzione e la salute.

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