Nel giorno in cui una bimba di 11 anni conferma le accuse contro Raimondo Caputo, l’uomo accusato di aver violentato e ucciso Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni scaraventata giù dalla terrazza del palazzo dove viveva a Caivano (Napoli), la compagna dell’uomo, Mariannza Fabozzi, tenta il suicidio. È l’avvocato dei  nonni e del papà di Fortuna, Angelo Pisani, a riferire il gesto di Marianna Fabozzi, che è detenuta nel carcere di Pozzuoli, per aver coperto gli abusi sessuali del compagno sulle sue tre figlie, ha tentato di impaccarsi nella cella. La donna è ora in isolamento.

La donna ha preso parte all’incidente probatorio al tribunale di Napoli nord, ad Aversa (Caserta), nel corso del quale le sue tre figlie hanno testimoniato sull’omicidio di Fortuna. Nel corso delle deposizioni sono venute fuori divergenze sul ruolo della donna: l’ipotesi della famiglia Loffredo è che anche lei sia coinvolta. “Dietro questo tentativo di suicidio ci possono essere tre cause – spiega Pisani- o è un gesto di autolesionismo, a seguito delle denunce delle figlie; o ha capito che stiamo arrivando alla verità e ha paura che il compagno ceda. C’è poi la terza causa – conclude – vuole confondere ancora più le acque e giocarsi la carta dell’incapacità di intendere e di volere. In tutti i casi abbiamo il dovere di andare avanti e di non fermarci a Caputo e alla sua compagna”. Fabozzi, che ha tentato impiccarsi nel bagno con le lenzuola, è stata salvata dagli agenti in servizio.

La donna, che è anche la madre del piccolo Antonio Giglio e di tre delle bimbe che per la procura sono state abusate dall’uomo, è ora ricoverata presso il centro sanitario del carcere di Pozzuoli.