Anche a gennaio il bando del Concorso scuola 2016 non arriverà: bisognerà aspettare fino al 1° febbraio. Quindi a fine marzo dovrebbero iniziare le prove. La revisione delle classi, che aveva ritardato la pubblicazione, è finalmente ultimata e venerdì approderà in Consiglio di Ministri. Adesso, però, è il parere del nuovo Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione a far slittare i tempi: la stessa Stefania Giannini sposta l’asticella più avanti. Per la precisione al 1° febbraio, come scrive su Facebook il sottosegretario, Davide Faraone. Esattamente due mesi di ritardo rispetto ai termini previsti dalla Legge 107. Adesso, però, almeno c’è una data certa sul calendario, anche se non è la prima volta: già in passato la Giannini si era sbilanciata sul 2 dicembre, salvo poi fare marcia indietro. I docenti sperano che l’attesa stia finendo davvero, e cominciano a conoscere i primi dettagli sulle prove: 8 domande a risposta aperta, lezioni simulate e tanto inglese.

Parliamo del Concorsone sulla scuola da 63mila posti, l’unica possibilità di assunzione per i precari abilitati di qui al 2019, tappa cruciale del 2016 della scuola. Le notizie sul contenuto delle prove sono indiscrezioni d’agenzia, confermate anche dal ministro Giannini in un’intervista a La Repubblica. Niente test preselettivo: alla fine il Miur ha deciso di eliminare i quiz anche per infanzia e primaria. “Non l’abbiamo voluto, perché esaminiamo professionisti già abilitati”, scrive su Facebook il sottosegretario Davide Faraone. O forse perché proprio le lungaggini nella pubblicazione del bando avrebbero reso problematico trovare posto nel calendario ad una terza prova. Sta di fatto che tutti i candidati (ne sono attesi 200-250mila) accederanno direttamente allo scritto: 150 minuti per rispondere a otto quesiti aperti “computer based”, superando il vecchio modello delle crocette nozionistiche (come aveva anticipato ilfattoquotidiano.it già lo scorso luglio). Di queste, due domande saranno in lingua straniera, novità poco attesa che spaventa non poco i partecipanti. L’orale non dovrebbe cambiare troppo rispetto all’edizione 2012 dell’ex ministro Profumo: 45 minuti per simulare una lezione davanti alla commissione, spiegando metodi didattici e pedagogici (oltre che un’ulteriore valutazione sulle lingue). Per alcune materie più tecniche prevista anche una terza prova laboratoriale (“un insegnante di musica dovrà suonare il piano e mostrare come intende trasferire il suo talento agli allievi”, ha spiegato il ministro.

Per l’ufficialità e ulteriori dettagli – come ad esempio la tabella di punteggio (su cui ci sono solo indiscrezioni: i titoli varranno 20 punti su 100) e la ripartizione dei posti – bisognerà ancora attendere. La Giannini ha annunciato che l’impasse sulla riforma delle classi di concorso si è sbloccata: venerdì sarà approvata dal Consiglio dei ministri (però poi dovrà ricevere l’ok della Corte dei Conti). Intanto salta fuori un altro passaggio formale: ieri si è insediato il nuovo Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, organo di consultazione che mancava da quattro anni, da quando il governo Monti aveva congelato il precedente. “Il Ministero ha ripristinato doverosamente la situazione di legalità”, commenta il neoeletto presidente Francesco Scrima. “Il parere del Cspi è obbligatorio per ogni atto del Miur, che in tutti questi anni ha sempre operato in deroga”. Il primo banco di prova sarà proprio il Concorsone, ma prima l’organismo deve approvare il regolamento e il proprio assetto interno. Per l’esame dei bandi il Ministero ha richiesto la procedura d’urgenza (invece di quella ordinaria che dura 45 giorni), ma anche così il parere arriverà solo fra due settimane. Per questo, dopo dicembre e gennaio, il mese di pubblicazione del Concorsone diventa febbraio.

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