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L’Italia di Orsini e quella di Valditara: due narrazioni opposte

Non cresciamo perché l’istruzione va male. Lo dice il presidente di Confindustria. Deve non aver letto i successi del ministro dell’Istruzione e del Merito
L’Italia di Orsini e quella di Valditara: due narrazioni opposte
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In queste ore, non la Cgil, non la Uil, non quei comunisti dei Cobas, non il Pd (almeno dicesse qualcosa sulla Scuola!), non il pedagogista Daniele Novara, non i soliti di Sinistra che criticano sempre la Destra ma la Confindustria ha detto chiaramente: l’Italia non cresce perché l’istruzione va male. Il presidente Emanuele Orsini davanti all’assemblea annuale della sua Confederazione ha individuato tre punti deboli con chiarezza: scuola, sanità, crescita. Ha persino proposto di 20 miliardi da riallocare per questi tre capitoli. Parole accompagnate da dati dell’Ocse: spendiamo troppo poco in Istruzione (peggio di noi solo l’Irlanda e la Romania); abbiamo un tasso di laureati basso (peggio di noi solo la Romania); sono pochi anche i diplomati (peggio di noi solo Spagna e Portogallo). Tutto ciò contribuisce a rallentare la produttività.

Per chi insegna queste parole sono palpabili: nelle case di gran parte dei nostri alunni non ci sono libri; i device non mancano né a casa né a scuola ma la Scuola anziché educare i bambini ad usarli li vieta dimenticando che i profili professionali del futuro passeranno dalle competenze digitali (persino i dentisti oggi hanno un social manager che gestisce i social); anziché investire sulla musica e sull’arte nelle nostre aule, i bambini continuano a fare lavoretti e a suonare il piffero; abbiamo gli insegnanti più vecchi d’Europa ma in futuro sarà ancor peggio. Non c’è un minimo collegamento tra Scuola dell’obbligo e mondo universitario. I nostri ragazzi delle primarie andrebbero portati negli atenei per incuriosirli, appassionarli. Potrei continuare questo elenco che tutti conosciamo ma…

Ma c’è un’altra narrazione in questo Paese che non è quella di Confindustria.

Orsini, infatti, deve non aver letto i successi del ministro dell’Istruzione e del Merito: il boom del 4+2; il trionfo del Made in Italy; mezzo milione di giovani salvati dalla strada; il piano estate; Agenda Sud e Agenda Nord; gli Its Academy.

Sono due Italie, a quanto pare. Due storie. Chissà che dice Orsini di Valditara e chissà che dice Valditara di Orsini.

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