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“Visita a sorpresa del ministro Valditara nel nostro liceo: una passerella politica di cui nessuno sapeva”

Presente nel territorio per la campagna elettorale in paesi vicini, Valditara ha prolungato la sua visita con una capatina nell'istituto di Bracciano - La lettera di docenti e studenti
“Visita a sorpresa del ministro Valditara nel nostro liceo: una passerella politica di cui nessuno sapeva”
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di Collettivo docenti e studenti “indignati” del Liceo Ignazio Vian

Martedì 12 maggio visita top secret del ministro dell’Istruzione del Merito al liceo I. Vian di Bracciano. Lo riportano i giornali locali e alcune pagine FB dei Dirigenti Scolastici dell’area, fra cui quella del Vian stesso, con tanto di foto commemorative della giornata e fantozziani toni commossi (“Non avrei mai pensato di poter stringere la mano del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara”, “Per me è stato un onore e un piacere”, ecc). I social della scuola e il sito istituzionale non riportano nulla invece, come se l’evento esaltato altrove non fosse di competenza dell’istituto. In effetti la cosa è coerente con tutta la visita del ministro.

Presente nel territorio per la campagna elettorale in alcuni paesi limitrofi, come preannunciato una settimana prima da un referente locale della Lega in un post poi misteriosamente scomparso, Valditara ha pensato bene e in tutta segretezza di prolungare la sua visita con una capatina al Liceo.

Nulla di strano per un ministro visitare una scuola, anzi, dovrebbe essere un’azione continua per toccare con mano lo stato di abbandono delle scuole statali (crepe sui muri, bagni fatiscenti, palestre prive di materiali, sedie rotte…), clima di disagio e malcontento tra docenti, precarietà dei giovani, età avanzata e stanchezza dei “non più pensionabili”… L’elenco è lungo. Strano invece il carattere di segretezza che ha contraddistinto tutto l’evento. Il Testo Unico sulla Sicurezza attribuisce infatti al Dirigente, in quanto responsabile della sicurezza del luogo, la responsabilità di autorizzare l’ingresso di estranei. Non risultano eccezioni per membri di governo. E’ pertanto logico pensare che la DS ne fosse stata informata con il dovuto preavviso e che abbia avallato l’incontro. Eppure nessuno, al di fuori della DS e di alcuni suoi collaboratori, era a conoscenza della visita.

Nessun passaggio per gli organi collegiali – né per il Consiglio di Istituto né per il Collegio Docenti né tantomeno per i Consigli di Classe che si sono visti togliere improvvisamente gli alunni per presiedere all’evento. Eppure la decisione ultima sulla partecipazione degli studenti ad eventi ritenuti didattici o formativi spetta, da normativa, ai docenti stessi e non al Dirigente.

Niente sapevano i docenti che sono stati inviati nelle classi escluse all’evento, in sostituzione dei colleghi ritenuti meritevoli di stringere la mano al ministro.
Niente sapevano i genitori: nessuna circolare informava, infatti, sul fatto che i loro figli sarebbero stati cooptati per la visita del ministro.
Niente sapevano neanche gli studenti, che si sono visti chiamare all’improvviso fuori dall’aula a giornata scolastica già iniziata, in particolare quelli delle classi quinte a poco più di un mese dall’inizio dell’Esame di Maturità che si sono trovati invece a fare da claque per questa passerella politica a porte chiuse, la cui valenza didattica sfugge anche ai più volenterosi.

Di fatto, se si fosse voluta proporre una lodevole occasione formativa agli alunni di confronto con il ministro, gli si sarebbe dato il preavviso necessario per informarsi sui temi proposti per contribuire in maniera costruttiva. Tutte cose che non sono avvenute. In ogni caso, che sia stata un’effettiva sospensione delle attività didattiche o un evento altamente formativo resta di fatto la totale delegittimazione degli Organi Collegiali. La modalità usata dal ministro – che tanto esalta l’educazione alla legalità – ha mandato un chiaro messaggio sottinteso alla comunità scolastica: le regole vanno rispettate, ma a me non si applicano!

Pochissimi i docenti coinvolti, quelli vicini e in linea con la Dirigenza ovviamente, quelli che sicuramente avrebbero evitato di porre al ministro domande su Piersanti Mattarella “e le Brigate rosse”, sul ritorno alle classi differenziali per gli studenti stranieri, sulla riforma degli istituti tecnici (4+2), sul valore educativo dell’umiliazione, sull’educazione affettiva, sulle Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, sulla misteriosa sparizione di Karl Marx… e molto altro ancora. Forse si è evitato di preavvisare gli studenti per evitare contestazioni come quelle verificatesi di recente all’istituto Galilei di Roma? Se si volesse pensar male, parrebbe proprio così.

Eppure è proprio questo ministro ad avere sostenuto l’esigenza del contraddittorio (la cosiddetta “par condicio”) nell’organizzazione di eventi a scuola e ad avere impedito incontri per tale assenza. Ed è sempre questo ministro, entrato in una scuola con la spilletta della Lega sul bavero, ad avere censurato iniziative perché “propagandistiche” e “politiche”. Ora, che in piena campagna elettorale una scuola si presti ad essere terreno di propaganda per uno schieramento è un fatto gravissimo (il Liceo Vian ha un plesso ad Anguillara, paese in cui si voterà per le comunali il 24 e il 25 maggio), ma ancora più grave sono state le modalità di segretezza e scarsa democrazia che hanno accompagnato l’evento.

Bene hanno fatto gli studenti a protestare! Condanniamo questo modello di scuola, basato sulla repressione di ogni forma di democrazia – scrive la Rete degli Studenti Medi di Bracciano – La Dirigente Scolastica non è la padrona della scuola, sorpassare la discussione all’interno degli organi collegiali è un atto molto grave.
Bene il cartello degli OSA (Opposizione Studentesca d’Alternativa) sui cancelli dell’Istituto I. Vian il giorno dopo: Valditara che fai ti nascondi?
Meno bene il silenzio del Collegio Docenti sulla questione.

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