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Iran, piano di sei Paesi per la riapertura di Hormuz: c’è anche l’Italia. Teheran: “Chi aiuta gli Usa sarà considerato complice”

Netanyahu: "Dopo 20 giorni di raid, Iran non è in grado di arricchire uranio". Reuters: "Ipotesi di invio di migliaia di soldati". Wp: "Il Pentagono chiede 200 miliardi per la guerra in Iran"
Iran, piano di sei Paesi per la riapertura di Hormuz: c’è anche l’Italia. Teheran: “Chi aiuta gli Usa sarà considerato complice”
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Anche il Canada si è unito alle dichiarazioni dei leader di 6 Paesi

Anche il Canada si è unito alle dichiarazioni dei leader di sei paesi (Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone) sullo stretto di Hormuz. È quanto risulta dal comunicato congiunto pubblicato sul sito di Downing Street. In calce al testo, si precisa: “Successivamente alla pubblicazione, il Canada ha confermato di aver aderito anch’esso alla dichiarazione congiunta dei leader”.

Momenti chiave

    • 08:55

      Wp: “Il Pentagono chiede 200 miliardi per la guerra in Iran”

      Il Pentagono ha chiesto alla Casa Bianca di approvare una richiesta al Congresso di oltre 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra in Iran. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali l’ammontare supera i costi sostenuti finora dall’amministrazione nell’operazione contro l’Iran. Non è chiaro se la Casa Bianca alla fine chiederà al Congresso tale cifra. Secondo alcuni funzionari dell’amministrazione, la somma richiesta dal Pentagono non è realistica.

    • 08:53

      Cisgiordania, 3 palestinesi uccisi in un attacco iraniano

      Tre palestinesi, di cui due donne, sono stati uccisi in seguito a un attacco missilistico iraniano vicino a Hebron, in Cisgiordania: lo ha riferito la Mezzaluna Rossa. Si tratta delle prime vittime palestinesi nella guerra in corso in Medio Oriente. La Mezzaluna Rossa palestinese ha riferito che si sono anche cinque feriti, “uno dei quali in condizioni critiche”.

    • 08:52

      Trump all’Iran: “Stop attacchi in Qatar o distruggeremo South Pars”

      Donald Trump minaccia di “far saltare in aria” il giacimento di South Pars, condiviso tra Iran e Qatar, la più grande riserva di gas naturale al mondo. In un post su Truth il presidente degli Stati Uniti afferma che Israele ha colpito “una porzione relativamente piccola dell’intero” sito, all’insaputa di Usa e Qatar. “Purtroppo, l’Iran non lo sapeva – scrive – e ha attaccato in modo ingiustificato e sleale una parte dell’impianto di Gnl del Qatar”. Israele, aggiunge, non attaccherà di nuovo South Pars “a meno che l’Iran non decida in modo imprudente di attaccare un innocente, in questo caso il Qatar”. In una situazione del genere, prosegue, gli Stati Uniti “faranno saltare in aria” l’”intero giacimento di gas di South Pars con una potenza e una forza che l’Iran non ha mai visto prima”. “Non voglio autorizzare questo livello di violenza e distruzione a causa delle implicazioni a lungo termine che avrebbe sul futuro dell’Iran”, prosegue. Ma, incalza, “se il Gnl del Qatar venisse nuovamente attaccato, non esiterei a farlo”.

    • 08:49

      Wsj: “Trump non vuole attacchi a impianti energetici iraniani”

      Donald Trump non vuole altri attacchi ai siti e agli impianti energetici iraniani. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il presidente era stato informato in anticipo del raid di Israele contro il giacimento di gas di South Pars, il più grande al mondo. Trump ha ritenuto l’attacco come un messaggio a Teheran in risposta al blocco dello Stretto di Hormuz. Secondo il commander-in-chief, l’Iran ha recepito il messaggio. Per questo ora – riferiscono alcuni funzionari americani – si oppone a ulteriori attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane.

    • 08:48

      Iran, Reuters: “Trump valuta l’invio di migliaia di soldati”

      L’amministrazione Trump sta valutando l’invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l’invio di forze di terra sull’isola di Kharg. Un’altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell’Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L’amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l’uranio arricchito iraniano.

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