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Trump all’Iran: “Stop ai raid sul Qatar o distruggeremo i vostri impianti”. Colpite raffinerie in Kuwait e Arabia. Vola il prezzo del petrolio

Reuters: "Ipotesi di invio di migliaia di soldati". Wp: "Il Pentagono chiede 200 miliardi per la guerra in Iran". Macron: "Escalation sconsiderata, stop agli attacchi"
Trump all’Iran: “Stop ai raid sul Qatar o distruggeremo i vostri impianti”. Colpite raffinerie in Kuwait e Arabia. Vola il prezzo del petrolio
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Iran, piano di 6 Paesi per la riapertura di Hormuz: c’è anche l’Italia

Sei Paesi – Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone – si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano inoltre con forza gli attacchi attribuiti a Teheran.

  • 17:06

    Trump: “Non sto inviando truppe. Se lo facessi, non ve lo direi”

    “No, non sto inviando truppe da nessuna parte. Se lo facessi, di certo non ve lo direi. Ma non sto inviando truppe”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo alla domanda se avesse intenzione di schierare truppe di terra in Iran.

  • 17:01

    Tajani: “Se missione Onu per Hormuz faremo nostra parte”

    Se si dovesse arrivare ad una missione dell’Onu “per garantire l’attraversabilità dello Stretto di Hormuz noi faremo la nostra parte“. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Tagadà su La 7, ribadendo la necessità di “lavorare per una soluzione pacifica” per lo Stretto, che “faccia passare non solo i mercantili carichi di greggio ma anche di fertilizzanti”, per scongiurare il rischio di una “carestia tremenda” in Africa.

  • 16:59

    Organizzazione Marittima: “Aprire corridoio sicuro a Hormuz”

    L’Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) ha approvato una dichiarazione in cui i Paesi aderenti chiedono l’apertura di “un corridoio navale sicuro” per il traffico commerciale attraverso lo strategico Stretto di Hormuz, chiuso in larga parte ai transiti dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. La dichiarazione è stata approvata dai Paesi membri del consiglio dell’Imo, incontratisi ieri e oggi a Londra per una riunione di emergenza incentrata sulle conseguenze dello scenario bellico nel Golfo. Teheran fa parte dell’Organizzazione, ma non del Consiglio. 

  • 16:42

    Atterraggio di emergenza per un F-35 Usa colpito da fuoco iraniano

    Un caccia F-35 statunitense ha effettuato un atterraggio di emergenza presso una base aerea americana in Medio Oriente, dopo essere stato colpito da quello che si ritiene essere fuoco iraniano. Lo riporta la Cnn citando due fonti a conoscenza dei fatti. Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato che velivolo stava “svolgendo una missione di combattimento sull’Iran” quando è stato costretto a effettuare un atterraggio di emergenza. Hawkins ha riferito che il velivolo è atterrato in sicurezza e che l’incidente è oggetto di indagine.

  • 16:41

    Missile iraniano colpisce raffineria ad Haifa

    Un missile iraniano ha colpito una raffineria ad Haifa, in Israele. Lo riferiscono media locali, che parlano di danni agli impianti. Si tratterebbe di una bomba a grappolo. Le immagini in tv mostrano una densa colonna di fumo che si leva dal luogo dell’impatto. Il ministro dell’Energia israeliano, Eli Cohen, ha affermato che “non si sono verificati danni significativi alle infrastrutture nello Stato di Israele”. 

  • 16:29

    Wsj: “Usa valutano blitz marines su isole per liberare Hormuz”

    Gli Stati Uniti valutano il ricorso a un’operazione dei Marines per riaprire lo Stretto di Hormuz, anche attraverso la conquista di alcune isole iraniane da usare come base operativa o leva negoziale con Teheran. È quanto riporta il Wall Street Journal, mentre il Pentagono ha disposto l’invio nella regione della 31esima unità di spedizione dei Marines, forza di circa 2.200 uomini imbarcata sulla nave anfibia Uss Tripoli, attesa in Medio Oriente dal Giappone entro poco più di una settimana. L’unità, autosufficiente e specializzata in raid via mare e via aria, offre a Washington nuove opzioni in uno scenario in cui l’Iran ha di fatto paralizzato il traffico nello stretto, da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Tra i possibili obiettivi figura l’isola di Kharg, principale terminal petrolifero iraniano e snodo cruciale per l’export di greggio della Repubblica islamica. Secondo fonti citate dal Wsj, gli Usa potrebbero decidere di colpire le infrastrutture energetiche – con possibili ripercussioni anche sull’economia globale – oppure occupare l’isola per utilizzarla come strumento di pressione senza danneggiare i mercati. Le operazioni potrebbero avvenire con sbarchi anfibi direttamente dalla Uss Tripoli o tramite incursioni aeree con elicotteri e jet F-35B. Tra le ipotesi allo studio c’è anche la presa di isole all’ingresso dello stretto, come Qeshm – che ospita basi navali e sistemi missilistici in tunnel sotterranei – oppure Kish e Hormuz, utilizzate da Teheran per attività militari e logistiche. Il controllo di queste posizioni consentirebbe alle forze statunitensi di intercettare imbarcazioni veloci e contrastare attacchi contro le rotte commerciali.

  • 16:26

    Sirene d’allarme a Gerusalemme

    Per la nona volta nel corso della giornata le sirene d’allarme sono scattate oggi pomeriggio a Gerusalemme, nel centro e nel nord di Israele per lanci di missili dall’Iran.

  • 16:18

    Qatar: “Da raid iraniani ripercussioni pesanti su forniture di gas”

    I raid iraniani contro gli impianti in Qatar, in risposta all’attacco israeliano su South Pars, ha “ripercussioni pesanti” sulle forniture di gas. È l’avvertimento lanciato dal premier del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, che ha condannato i raid di ieri sera contro il sito di Ras Laffan. “Questo attacco ha significative ripercussioni sulle forniture energetiche globali. Attacchi simili non portano alcun beneficio diretto a nessun paese, piuttosto, danneggiano e colpiscono direttamente le popolazioni”, ha dichiarato il permier e ministro degli Esteri in una conferenza stampa a Doha.

  • 16:15

    Iran ha danneggiato siti che producono il 17% dell’export gnl del Qatar

    I raid iraniani contro il Qatar hanno danneggiato siti gnl che producono il 17% dell’export del Paese, ha reso noto il ceo di QatarEenergy, Saad al Kaabi, secondo cui potrebbero rendersi necessari tre-cinque anni per riportarli a una totale operatività. Per lo sviluppo di tale siti erano stati investiti 26 miliardi di dollari. “Non avrei mai immaginato che il Qatar sarebbe stato colpito in un tale attacco, in modo particolare da un Paese musulmano fratello nel mese di Ramadan”, ha dichiarato in una intervista a Reuters rilanciata da Sky News.

  • 16:13

    Gabbard: “Mojtaba Khamanei è gravemente ferito”

    Mojtaba Khamanei è rimasto ferito gravemente nell’attacco israeliano del 28 febbraio scorso, nel quale è stato ucciso il padre. Lo ha detto la direttrice dell’Intelligence nazionale degli Stati Uniti, Tulsi Gabbard, in un’audizione alla Camera dei rappresentanti, nel corso della quale ha affermato che la nuova Guida suprema è più intransigente del padre, l’Ayatollah Ali Khamenei, ma date le sue ferite, il processo decisionale ai vertici del governo iraniano è “incerto”.

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