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Trump all’Iran: “Stop ai raid sul Qatar o distruggeremo i vostri impianti”. Colpite raffinerie in Kuwait e Arabia. Vola il prezzo del petrolio

Reuters: "Ipotesi di invio di migliaia di soldati". Wp: "Il Pentagono chiede 200 miliardi per la guerra in Iran". Macron: "Escalation sconsiderata, stop agli attacchi"
Trump all’Iran: “Stop ai raid sul Qatar o distruggeremo i vostri impianti”. Colpite raffinerie in Kuwait e Arabia. Vola il prezzo del petrolio
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Iran, piano di 6 Paesi per la riapertura di Hormuz: c’è anche l’Italia

Sei Paesi – Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone – si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano inoltre con forza gli attacchi attribuiti a Teheran.

  • 16:26

    Sirene d’allarme a Gerusalemme

    Per la nona volta nel corso della giornata le sirene d’allarme sono scattate oggi pomeriggio a Gerusalemme, nel centro e nel nord di Israele per lanci di missili dall’Iran.

  • 16:18

    Qatar: “Da raid iraniani ripercussioni pesanti su forniture di gas”

    I raid iraniani contro gli impianti in Qatar, in risposta all’attacco israeliano su South Pars, ha “ripercussioni pesanti” sulle forniture di gas. È l’avvertimento lanciato dal premier del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, che ha condannato i raid di ieri sera contro il sito di Ras Laffan. “Questo attacco ha significative ripercussioni sulle forniture energetiche globali. Attacchi simili non portano alcun beneficio diretto a nessun paese, piuttosto, danneggiano e colpiscono direttamente le popolazioni”, ha dichiarato il permier e ministro degli Esteri in una conferenza stampa a Doha.

  • 16:15

    Iran ha danneggiato siti che producono il 17% dell’export gnl del Qatar

    I raid iraniani contro il Qatar hanno danneggiato siti gnl che producono il 17% dell’export del Paese, ha reso noto il ceo di QatarEenergy, Saad al Kaabi, secondo cui potrebbero rendersi necessari tre-cinque anni per riportarli a una totale operatività. Per lo sviluppo di tale siti erano stati investiti 26 miliardi di dollari. “Non avrei mai immaginato che il Qatar sarebbe stato colpito in un tale attacco, in modo particolare da un Paese musulmano fratello nel mese di Ramadan”, ha dichiarato in una intervista a Reuters rilanciata da Sky News.

  • 16:13

    Gabbard: “Mojtaba Khamanei è gravemente ferito”

    Mojtaba Khamanei è rimasto ferito gravemente nell’attacco israeliano del 28 febbraio scorso, nel quale è stato ucciso il padre. Lo ha detto la direttrice dell’Intelligence nazionale degli Stati Uniti, Tulsi Gabbard, in un’audizione alla Camera dei rappresentanti, nel corso della quale ha affermato che la nuova Guida suprema è più intransigente del padre, l’Ayatollah Ali Khamenei, ma date le sue ferite, il processo decisionale ai vertici del governo iraniano è “incerto”.

  • 15:57

    Israele: “Colpiti per la prima volta obiettivi iraniani nel Mar Caspio”

    Mercoledì i caccia dell’Aeronautica Militare israeliana, “agendo sulla base di informazioni fornite dalla Marina e dai servizi di intelligence delle Israel Defense Forces, hanno colpito infrastrutture chiave della Marina iraniana nel Mar Caspio. Lo ha reso noto l’ufficio stampa dell’Idf. “Durante gli attacchi, i caccia dell’Aeronautica Militare israeliana hanno colpito obiettivi situati nelle strutture portuali e nelle basi della Marina iraniana, dove erano ormeggiate decine di navi militari, tra cui navi lanciamissili e motovedette”.

  • 15:53

    Beirut: “Oltre 1.000 vittime in Libano dall’inizio della guerra”

    Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato oggi che gli attacchi israeliani hanno ucciso 1.001 persone nel Paese dall’inizio – il 2 marzo – della guerra tra Israele e Hezbollah. Il nuovo comunicato del Ministero precisa che tra le vittime figurano 79 donne, 118 bambini e 40 operatori sanitari, mentre altre 2.584 persone sono rimaste ferite.

  • 15:21

    Il Kuwait sospende le operazioni nelle due raffinerie colpite

    La compagnia petrolifera statale kuwaitiana Kuwait Petroleum Corp. (Kpc) ha temporaneamente sospeso le attività nelle raffinerie di Mina Abdullah e Mina Al-Ahmadi, colpite da attacchi di droni. Lo ha riferito il Wall Street Journal, citando fonti kuwaitiane a conoscenza dei fatti. Le stesse fonti hanno aggiunto che la Kpc sta ancora valutando i danni subiti dagli impianti.

  • 15:18

    Iran: “Chi aiuta gli Usa a riaprire Hormuz sarà complice degli aggressori”

    Gli alleati degli Stati Uniti che aiutano Washington a riaprire lo Stretto di Hormuz si renderebbero “complici” dell’aggressione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dalla Cnn. Durante una telefonata con il suo omologo giapponese Toshimitsu Motegi, Araghchi ha affermato che l’attuale situazione nello Stretto è stata causata da Stati Uniti e Israele, e ha avvertito che la partecipazione di qualsiasi Paese al tentativo di rompere il blocco iraniano costituirebbe “complice dell’aggressione e degli efferati crimini commessi dagli aggressori”. 

  • 15:02

    Iran, piano di 6 Paesi per la riapertura di Hormuz: c’è anche l’Italia

    Sei Paesi – Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone – si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano inoltre con forza gli attacchi attribuiti a Teheran.

  • 14:57

    Guterres (Onu): “Riaprire lo Stretto di Hormuz”

    Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu “ha condannato gli attacchi” dell’Iran contro gli Stati vicini “e ne ha ordinato la cessazione, come ha ordinato l’apertura dello Stretto di Hormuz“. Lo dice il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles. Per Guterres, “la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz causa immense sofferenze a moltissime popolazioni in tutto il mondo, che non hanno nulla a che fare con questo conflitto. È tempo che la forza della legge prevalga sulla legge della forza. È tempo che la diplomazia prevalga sulla guerra”, conclude.

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