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Iran, piano di sei Paesi per la riapertura di Hormuz: c’è anche l’Italia. Teheran: “Chi aiuta gli Usa sarà considerato complice”

Netanyahu: "Dopo 20 giorni di raid, Iran non è in grado di arricchire uranio". Reuters: "Ipotesi di invio di migliaia di soldati". Wp: "Il Pentagono chiede 200 miliardi per la guerra in Iran"
Iran, piano di sei Paesi per la riapertura di Hormuz: c’è anche l’Italia. Teheran: “Chi aiuta gli Usa sarà considerato complice”
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Iran, piano di 6 Paesi per la riapertura di Hormuz: c’è anche l’Italia

Sei Paesi – Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone – si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano inoltre con forza gli attacchi attribuiti a Teheran.

Momenti chiave

    • 20:02

      Netanyahu: “Stiamo eliminando leadership iraniana, chi li rimpiazza è temporaneo”

      “Stiamo eliminando la leadership iraniana e non importa chi li rimpiazzerà, perché sono Guardiani temporanei. Ieri abbiamo distrutto tutta la loro flottiglia sul Mar Caspio insieme ai nostri alleati americani. È presto per dire se il popolo iraniano sfrutterà le condizioni che stiamo creando per loro per uscire nelle piazze. Speriamo che accada, stiamo agendo perché accada, ma alla fine dipende solo da loro”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa.

    • 19:57

      Netanyahu: “Dopo 20 giorni di raid, Iran non è in grado di arricchire uranio”

      “Dopo 20 giorni di attacchi, oggi l’Iran non ha la capacità di arricchire uranio né di produrre missili balistici. E continuiamo a colpire”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa, la seconda da quando è iniziata l’operazione ‘Il Ruggito del leone’. 

    • 19:55

      Netanyahu: “Obiettivo è stop a programma nucleare e balistico dell’Iran”

      “Siamo concentrarti su tre obiettivi: eliminazione del programma nucleare dell’Iran, di quello balistico e creare le condizioni perché il popolo iraniano possa prendere in mano il proprio destino”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa, la seconda da quando è iniziata l’operazione ‘Il Ruggito del leone’.

    • 19:52

      Teheran: “Non ci sarà nessuna tregua finché ci attaccano”

      “Non ci si può aspettare che mostriamo moderazione finché gli Stati Uniti e Israele ci attaccano“. Lo ha dichiarato a Sky News il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, escludendo ogni possibilità di una tregua nel conflitto in Medio Oriente. “Questa furia omicida deve fermarsi”, ha aggiunto. E ancora: “Non ci si può aspettare che un Paese che si difende da un atto di aggressione porga un ramoscello d’ulivo a chi non conosce confini nel colpire il tuo territorio”.

    • 19:39

      Idf: “Non siamo neanche a metà della campagna militare”

      Israele “non è nemmeno a metà” della sua campagna contro l’Iran. Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), Eyal Zamir, in una discussione interna, secondo quanto riferito dal Times of Israel. Stando all’emittente Canale 12, inoltre, funzionari militari israeliani ritengono che non esista una tempistica definita al momento per la fine della guerra, mentre la leadership delle Idf sarebbe unanime nell’opporsi a una sospensione delle operazioni in questa fase.

    • 19:32

      Araghchi: “Chi agirà su Hormuz sarà complice aggressore”

      “Qualsiasi partecipazione all’aggressione militare statunitensesionista” nello Stretto di Hormuz “equivarrebbe a complicità nell’aggressione e negli efferati crimini commessi dagli aggressori”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi, in una telefonata con il ministro degli Esteri gaipponese, Toshimitsu Motegi. “L’attuale situazione nello Stretto di Hormuz è il risultato della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista alla regione”, ha detto il ministro iraniano, che ha proseguito: “Gli Stati Uniti devono essere ritenuti responsabili non solo per questa guerra imposta e per i crimini di guerra commessi, ma anche per le conseguenze economiche dell’insicurezza nella regione del Golfo Persico”, ha aggiunto Araghchi.

      Il ministro degli esteri di Teheran ha fatto riferimento “alle nefaste manovre degli Stati Uniti per trascinare altri in guerra con il pretesto di contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz“, e ha affermato che “qualsiasi partecipazione all’aggressione militare statunitense-sionista equivarrebbe a complicita’ nell’aggressione e negli efferati crimini commessi dagli aggressori”.

    • 19:26

      “Per Parigi qualsiasi azione su Hormuz solo a fine conflitto”

      La posizione della Francia – a quanto si apprende – non è cambiata sull’ipotesi d’intervento nello stretto di Hormuz, ovvero che prima deve terminare la fase calda del conflitto.

    • 18:54

      Russia: “Convocheremo l’ambasciatore israeliano per l’attacco ai giornalisti di RT”

      La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha annunciato che in relazione all’attacco missilistico israeliano che ha messo a rischio la vita di due giornalisti dell’emittente russa Rt in Libano l’ambasciatore di Israele sarà presto convocato. “Le circostanze indicano che l’attacco contro i giornalisti è stato condotto deliberatamente e con precisione, come confermato anche dalle immagini dell’esplosione del missile riprese dalle telecamere”, ha affermato la diplomatica, citata da Rt. “Considerata la morte di duecento giornalisti a Gaza, gli eventi odierni non possono essere definiti accidentali. Soprattutto perché il razzo non ha colpito una ‘struttura militare strategica di importanza crucialè, bensì il luogo in cui si stava svolgendo un reportage”, ha scritto inoltre Zakharova su Telegram. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a sua volta ha definito l’episodio “inaccettabile”.

    • 18:53

      Idf: “Sganciate 12mila bombe da inizio guerra”

      L’Aeronautica militare israeliana (Iaf) ha sganciato oltre 12mila bombe sull’Iran dall’inizio della guerra in più di 8.500 raid su obiettivi del regime. Lo hanno fatto sapere le Idf, precisando che delle 12mila bombe, 3.600 sono state lanciate solo su Teheran. “In 18 giorni abbiamo volato tanto quanto avremmo fatto in un anno”, ha dichiarato un funzionario dell’Iaf, citato dal Times of Israel. L’esercito israeliano ritiene che i suoi raid abbiano distrutto circa l’85% della difesa aerea dell’Iran e dei sistemi di rilevamento.

    • 17:35

      Trump gela Takaichi: “Perché non ci avete avvertito di Pearl Harbor?”

      Donald Trump ha gelato la premier giapponese Sanae Takaichi nello Studio Ovale con una battuta su Pearl Harbor. Rispondendo ad una domande di un giornalista di Tokyo sul perchè non avesse avvertito gli alleati dell’attacco in Iran, il tycoon ha risposto: “Volevo l’effetto sorpresa! Chi meglio dei giapponesi lo conosce? Perché non ci avete avvertito di Pearl Harbor”, ha risposto sorridendo il presidente americano rievocando uno dei peggiori attacchi contro gli Stati Uniti.

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