Il divorzio di Jacobs da LVMH: "Hanno fatto il minimo indispensabile" - 2/6
Le dichiarazioni più dirompenti riguardano proprio la fine dell’era sotto l’ombrello di Bernard Arnault. Jacobs non usa mezzi termini per descrivere la realtà operativa dietro la facciata del gigante del lusso. “Quando la gente sente parlare di LVMH, pensa al colosso del lusso. Ma non conosce la realtà quotidiana dal punto di vista operativo”, racconta a Vanity Fair. “Non voglio sminuirli, ma non sa di tutti i diversi amministratori delegati che abbiamo avuto negli anni, e non sa di tutti gli errori commessi da persone che aveva assunto. La realtà è che essere LVMH non significa che non avrai una marea di problemi con le persone che assumi”.
Nonostante le parole di circostanza (“Sarò per sempre grato a Bernard Arnault per il suo sostegno, la sua fiducia e la fede riposta in me negli ultimi 30 anni. È stato un onore e un privilegio lavorare al fianco della famiglia Arnault e di LVMH”), emerge una chiara frustrazione per la gestione del suo brand: “LVMH ci ha tenuti con sé e ha fatto il minimo indispensabile per far crescere il nostro business”.