Moda e Stile

“Sì, sono un designer gay a cui piace fare sesso. Degli scandali, Grindr e la droga non me ne frega davvero niente. Le sfilate? Diciamolo onestamente, non fanno guadagnare”: Marc Jacobs rompe il silenzio

Dopo un lungo periodo lontano dai riflettori, il leggendario stilista americano torna a parlare a tutto tondo in un'intervista a Vanity Fair. Dalla clamorosa cessione del suo marchio da parte di LVMH, di cui svela i retroscena operativi, fino alla verità sugli scandali legati alla droga, alle app di incontri e alla vera natura del business della moda

di Ilaria Mauri
“Sì, sono un designer gay a cui piace fare sesso. Degli scandali, Grindr e la droga non me ne frega davvero niente. Le sfilate? Diciamolo onestamente, non fanno guadagnare”: Marc Jacobs rompe il silenzio

Dopo un lungo periodo di silenzio mediatico, Marc Jacobs torna a parlare e lo fa senza filtri. Seduto nello showroom di SoHo a New York, vestito casual e rigorosamente con capi non firmati da lui, il sessantatreenne designer americano ha concesso a Vanity Fair la sua prima intervista approfondita per fare il punto su un momento cruciale della sua vita e della sua carriera. Il pretesto è la dirompente notizia trapelata a maggio: dopo quasi trent’anni di partnership, il colosso LVMH cederà il marchio Marc Jacobs a una joint venture tra WHP Global e G-III Apparel Group (un’operazione stimata in almeno 850 milioni di dollari), all’interno della quale lo stesso Jacobs venderà le proprie quote residue.

Il risultato è un’intervista a tutto tondo che travalica i confini della moda, in cui lo stilista affronta le crisi professionali, il rapporto controverso con i vertici dell’industria del lusso e gli scandali privati, offrendo uno spaccato di un uomo che, arrivato alla sua settima vita, non ha più nulla da nascondere.

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