Moda e Stile

“Ogni mattina prima di guardare il telefono devo dedicarmi un po’ di tempo. Recito dei mantra, faccio yoga, respiro. La bellezza è qualcosa che facciamo, non che siamo”: così Cara Delevigne

La 34enne modella, attrice e musicista londinese è stata intervistata da Vanity Fair dopo la celebre passerella Le Défilé che apre la settimana della moda di Parigi

di Redazione Moda
“Ogni mattina prima di guardare il telefono devo dedicarmi un po’ di tempo. Recito dei mantra, faccio yoga, respiro. La bellezza è qualcosa che facciamo, non che siamo”: così Cara Delevigne

“La bellezza è qualcosa che facciamo, non che siamo, è ciò che offriamo agli altri. Sono le tue azioni a renderti bella”. Cara Delevingne e la modestia senza confini. La 34enne modella, attrice e musicista londinese è stata intervistata da Vanity Fair dopo la celebre passerella Le Défilé che apre la settimana della moda di Parigi. Delevigne è tornata a parlare di un tema che le donne affascinanti cercano negli ultimi anni di scansare come la peste, come se fosse un delitto essere belle. Quando le viene chiesto “cosa è la bellezza per lei”.

La terza sorella Delevigne dopo Chloe e Poppy ha spiegato: “Credo che la bellezza sia universale. Penso che sia qualcosa che facciamo, non qualcosa che siamo. Credo che nasca dall’interno; penso che siano le tue azioni a renderti bella, le tue scelte. È bellezza ciò che offri agli altri, ed è contagiosa in tal senso”. Niente da dire, anzi molto da imparare.

Come il consiglio di bellezza suggerito da Kate Moss (“passare il ghiaccio sul viso al mattino”) o la pratica quotidiana del respiro per tenersi sana, rilassata e in forma: “Devo dedicarmi un po’ di tempo al mattino prima di guardare il telefono, anche solo cinque minuti. Recito dei mantra, faccio yoga, respiro. Mi aiuta a gestire il flusso disordinato di informazioni che ho in testa. Mi permette di creare uno spazio tra me, le mie emozioni e le mie reazioni. È una pausa preziosa, che mi fa stare bene. E poi, nel corso della giornata, cerco di ricordarmi di respirare correttamente, evitando una respirazione superficiale. Cerco di sentire i piedi ben appoggiati a terra, di restare presente nel corpo senza perdermi nei pensieri. È una cosa fondamentale per me, perché a volte rischio di farmi prendere troppo la mano e finisco per diventare frenetica, quasi fuori di testa”.

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