Salvini apre il fronte del voto anticipato: “Governo fino all’autunno 2027? Dipende anche dall’economia”
Alla fine il primo ad aprire ufficialmente la strada al voto anticipato è proprio il protagonista più atteso all’interno della maggioranza: Matteo Salvini. Il leader della Lega ha rotto quello che finora era rimasto un tabù: votare prima della fine della legislatura è uno scenario possibile. O almeno lo è stata per una mezza giornata, prima che arriva un mezzo passo indietro obbligato viste le acque agitate nel centrodestra. L’occasione propizia è arrivata durante il Festival dell’Economia a Trento: Salvini ha messo in relazione proprio l’argomento al centro del dibattito della kermesse e l’opzione delle urne anticipate.
“Si voterà alla scadenza naturale della legislatura?”, viene chiesto al vicepremier e ministro delle Infrastrutture. “Non lo so. Dipende anche dai fattori economici“, risponde candidamente lui. “Ripeto, noi eravamo al 25 febbraio non dico tranquilli, perché uno che fa il ministro dei Lavori pubblici in Italia non è mai tranquillo. Però c’era una situazione economica in crescita. C’era una situazione sui cantieri tranquilla. Adesso… “, ammette.
Adesso invece si traballa tra le guerre e la chiusura dello Stretto di Hormuz e con una crisi che sembra lontana da una soluzione e, comunque, destinata a riverberare i suoi effetti per mesi, lo scenario di un’ultima legge di Bilancio espansiva si fa sempre meno probabile. Il “cuscinetto” costruito con fatica in questi anni per mettere a terra un’ultima manovra dal sapore elettorale rischia di rimanere un desiderio inespresso delle forze di maggioranza.
“Stamattina leggevo i dati di Confindustria e Confcommercio. L’inflazione è in ripresa, il carovita, caro bollette, caro benzina, cala la fiducia delle imprese, cala la fiducia dei cittadini. Se uno guarda i telegiornali della sera si mette le mani nei capelli: se uno doveva cambiare la macchina o la cucina o fare un investimento con quello che sta accadendo che va a spendere 20-30-50 o 100mila euro….. Uno dice: ‘Fammi aspettare vediamo cosa succede’, però se moltiplichiamo quel ‘Fammi aspettare, vediamo come succede’ per alcuni milioni di persone hai la tempesta perfetta”, è il ragionamento di Salvini in vista delle Politiche del 2027.
Insomma, come a dire che il centrodestra rischia di ritrovarsi con una doppia gatta da pelare: la gestione della crisi e i suoi effetti sul voto. L’uscita di Salvini, in una sorta di copione che si ripete ormai quasi quotidianamente, è stata subito stroncata dall’altro vicepremier. “La legislatura arriverà a scadenza naturale, sono assolutamente convinto”, ha assicurato Antonio Tajani. “Chiaramente – precisa il ministro degli Esteri- ci sono dei problemi che non dipendono da noi, perché la crisi di Hormuz è una crisi provocata da altri. Ma devo dire che l’Italia comunque, nonostante questo, sta reagendo in maniera positiva”. Almeno per qualche ora, è una giornata sulla montagne russe per la maggioranza di governo. Anche perché a fare eco a Salvini era arrivato anche il capogruppo del Carroccio al Senato, Massimiliano Romeo, secondo cui “l’importante è che il governo faccia le cose, non mi affeziono alla durata, il più longevo o meno longevo”.
Poi è giunta quella che lo stesso ministro delle Infrastrutture ha definito “una precisazione”: “Ribadisco che il nostro obiettivo – ha scandito Salvini – è di arrivare assolutamente a fine legislatura, all’autunno 2027. Ho semplicemente detto che la situazione economica mondiale non rende semplice il nostro lavoro. Non penso minimamente a perdere neanche un giorno rispetto a quello che gli italiani ci hanno delegato per governare”. Si vedrà.