Giletti al processo contro Baiardo: “Nella foto che mi mostrò riconobbi un giovane Silvio Berlusconi in maglione blu”
“Salvatore Baiardo estrasse dalla giacca una foto scolorita: riconobbi un giovane Silvio Berlusconi in maglione blu e il generale Francesco Delfino. Erano seduti al tavolino di un bar in piazza sul lago d’Orta insieme a un giovane sconosciuto. Baiardo mi rivelò che era Giuseppe Graviano“. A parlare nell’aula 28 del tribunale di Firenze è Massimo Giletti. Il giornalista e conduttore televisivo ha testimoniato al processo contro Salvatore Baiardo: l’ex gelataio di Omegna, già condannato per favoreggiamento dei boss mafiosi Graviano (da lui aiutati nella latitanza negli anni ’90), è accusato di favoreggiamento aggravato a favore di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri e per la calunnia aggravata anch’essa dall’agevolazione alla mafia, ai danni di di Giletti e dell’ex sindaco di Cerasa, Giancarlo Ricca.
La fotografia
Al centro di tutta questa vicenda giudiziaria c’è l’ormai famosa e fantomatica fotografia, dei primi anni ’90, che ritrarrebbe il boss Graviano – condannato per le stragi del 1992 e per quelle fuori dalla Sicilia del 1993 – con Silvio Berlusconi, morto nel giugno 2023, e con il chiacchierato generale dei carabinieri Francesco Delfino, morto nel 2014. I magistrati non sono certi che la foto (mai riscontrata) sia “vera” ma credono al fatto che Baiardo la mostrò a Giletti nel 2022.
“Mi telefonò dicendomi che aveva una cosa molto delicata da farmi vedere”
Al processo contro l’ex gelataio Giletti ha riferito di aver avvicinato Baiardo per avere informazioni sui fratelli Graviano dopo aver visto una puntata di Report. “Dopo una serie di tentativi decise di partecipare alla trasmissione in onda su La 7. Trattò i temi delle famiglie importanti della mafia siciliana. Aveva gestito la latitanza dei Graviano nei pressi del lago d’Orta“, sottolinea il conduttore. Poi Giletti ha spiegato come ebbe notizia dello scatto: “A luglio 2022, Baiardo mi telefonò annunciandomi che aveva una cosa molto delicata da farmi vedere ma avrei dovuto raggiungerlo a Castano, vicino a Milano”. L’incontro, racconta ancora il giornalista, avvenne in un bar. “Baiardo fece una premessa – prosegue – ‘Ciò che ti dirò farà il giro del mondo, capirai poi a settembre’“. Intuii che agiva così perché voleva essere ritenuto credibile su una futura notizia“. È questo il momento nel quale, racconta Giletti, Baiardo estrasse la foto dalla tasca interna della giacca.
La “profezia” su Matteo Messina Denaro
“Mostrandomi la foto intendeva maturare la mia fiducia professionale in vista di ciò che mi avrebbe detto in seguito – ha continuato il giornalista -, cioè che Matteo Messina Denaro sarebbe stato catturato a gennaio” del 2023. Il riferimento è alla “profetica” intervista andata in onda nel novembre 2022 nel programma di Giletti: al giornalista Baiardo dichiarava che il boss di Castelvetrano era molto malato e si sarebbe fatto arrestare per fare un “regalino” al governo Meloni. Dopo l’arresto di Messina Denaro, il 16 gennaio di quell’anno, quel video è diventato famosissimo e da quel momento Baiardo è diventato quasi una star. “Mi spiegò – racconta ancora in aula Giletti – che la foto non era nella sua disponibilità, se non in quel momento. Era un affabulatore e abile politico. Ho sempre pensato che Baiardo fosse figlio di un accordo sotterraneo. Mi sono documentato – ha spiegato il giornalista – e ho parlato con investigatori degli anni ’90: lui poteva dire la verità o depistarti“.
L’interruzione del programma su La7
In aula Massimo Giletti affronta anche il tema dell’interruzione del programma “Non è l’arena” su La 7 proprio dopo le puntate a cui partecipò Baiardo. “Non mostrai la foto a Urbano Cairo per una questione di opportunità: sapevo che aveva lavorato con Silvio Berlusconi per anni e avevano un rapporto stretto“, ha detto. “Nonostante il programma su La7 viaggiasse sopra il 6% di share, ad aprile 2023 fu sospeso“, ha spiegato Giletti: “Sarebbe dovuto andare avanti fino a luglio. Il mio contratto era in scadenza, ma da fine febbraio c’erano stati incontri con il direttore della rete Salerno e l’editore Cairo per il rinnovo. Avevo ricevuto la proposta di rinnovo per altri due anni alle stesse condizioni. Poi mi è arrivata una e-mail che annunciava l’interruzione del rapporto di lavoro; nemmeno il coraggio di farmi una telefonata. Dopo quasi sette anni senza nessuna spiegazione”, ha concluso il conduttore televisivo poi passato in Rai.
Baiardo, difeso dagli avvocati Roberto Ventrella e Luca Bellezza, non era presente in aula ma ha partecipato all’udienza da remoto. Non si è presentato in Tribunale per testimoniare, invece, il fratello del fondatore di Forza Italia, Paolo Berlusconi. Citato dalla procura, ha inviato un certificato medico. La prossima udienza del processo è fissata per il 27 maggio.