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Firenze, 15enne arrestato per arruolamento con finalità di terrorismo internazionale: “Contatti con l’Isis, era pronto a colpire”

Il giovane è un cittadino tunisino, arrivato in Italia tre anni fa. Già a ottobre era stato destinatario di una misura di collocamento in comunità per lo stesso reato. Il 23 marzo aveva ottenuto la messa alla prova ma il giorno dopo avrebbe ripreso le attività con finalità terroristiche
Firenze, 15enne arrestato per arruolamento con finalità di terrorismo internazionale: “Contatti con l’Isis, era pronto a colpire”
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Arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Con questa accusa a Firenze è stato indagato e posto sotto custodia cautelare un 15enne tunisino che al momento si trova nell’istituto minorile del capoluogo toscano. La misura è stata disposta dal gip Giuditta Merli anche perché il giovane è recidivo: già nell’ottobre 2025 era stato destinatario di una misura di collocamento in comunità per lo stesso reato. Il 23 marzo era stato poi ammesso dal gup al regime di messa alla prova con la conseguente revoca della misura, ma già dal giorno dopo ha ripreso con un nuovo telefono a interagire con account online vicini all’estremismo islamista radicale.

I profili visionati dalla Digos fiorentina sono affiliati a Daesh, l’acronimo arabo per indicare lo Stato Islamico (Isis). La polizia sostiene che “il ragazzo si è dichiarato pronto a agire, ricevendo istruzioni dall’interlocutore sul luogo per compiere l’azione e mostrandosi interessato alla ricerca di armi”.

Il minorenne è arrivato in Italia tre anni fa. Sul suo cellulare, sequestrato in una perquisizione, sono state trovate immagini riferibili a volti di terroristi islamici noti. Le operazioni che hanno portato all’arresto sono state condotte dalla Digos fiorentina in cooperazione con Aise e Aisi, con un’azione congiunta di intelligence al C.A.S.A. (Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo), dopo una segnalazione della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

La gip ritiene che “il minore sia un soggetto pericoloso capace di commettere atti gravi, non avendo mutato le proprie pericolose convinzioni ideologiche, proseguendo anzi l’opera di proselitismo anche durante il regime di messa alla prova, con la conseguenza che, se non opportunamente “contenuto”, possa concretamente compiere azioni di grave violenza in danno della collettività“.

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