Rifiuti tossici usati realizzare prodotti green: 12 arresti tra Alto Adige ed Europa, indagati anche imprenditori, funzionari pubblici e politici
Un’operazione della Dda di Trento, battezzata “Carbone delle Alpi”, sintesi di un’inchiesta iniziata nel 2022, ha portato all’emissione di 12 misure di custodia cautelare in carcere, con un elenco complessivo di 19 indagati. Il sospetto è che sia stata creata una filiera che, partendo dal trattamento delle ceneri da piro-gassificazione, abbia trasformato rifiuti ad alto contenuto Ipa (Idrocarburi Policiclici Aromatici), con la presenza perfino di diossine, in prodotti green. La contestazione ruota attorno al traffico illecito di rifiuti e frode in commercio e vede coinvolti, a diverso titolo, non solo imprenditori, ma anche funzionari pubblici dell’Alto Adige ed esponenti politici di SVP (Sudtiroler Volkspartei). Al centro dell’indagine è la classificazione dei rifiuti e il loro trattamento per produrre fertilizzanti, con un giro che va al di là dei confini altoatesini e raggiunge l’Austria, la Croazia, la Serbia, la Svizzera e la Germania. Uno scenario che coinvolge anche la politica, per i presunti tentativi di nascondere quanto i carabinieri stavano scoprendo.
IL CAMION FERMATO
Tutto è iniziato nell’aprile 2022 quando una pattuglia di Prato alla Drava, in Val Pusteria, aveva controllato il carico di un camion contenente sacchi di ceneri provenienti dall’impianto idroelettrico di Versciaco (che oggi non è più funzionante). Si trattava di ceneri tossiche anche se figuravano come carbone di legna. Dalla sede dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (Appa) era arrivata una spiegazione tranquillizzante (“Si tratta di un sottoprodotto, il trasporto è regolare”) che non aveva convinto i carabinieri che si erano rivolti al Noe di Trento per una analisi più approfondita. Dal sequestro del carico si è dipanato un filo investigativo che ha ricostruito un presunto traffico transnazionale di rifiuti illeciti, altamente tossici, che nell’agosto 2024 aveva portato a un maxi sequestro di carbonella per barbecue. Era stata prodotta con ceneri derivanti dai processi di piro-gassificazione, che presentavano valori fuori legge per la presenza di Ipa e diossine. Un pericolo per la salute.
IL BLITZ DELLA DDA
L’operazione “Carbone delle Alpi” è stata coordinata dai pubblici ministeri Federica Iovene e Alessandra Liverani della Dda di Trento, ed eseguita dai carabinieri del nucleo per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, dei comandi provinciali di Bolzano e Treviso, del Nucleo elicotteri di Bolzano, del Ros, di Europol ed Eurojust. Un’ordinanza del gip Enrico Borrelli ha portato all’emissione di 12 misure cautelari. Le società italiane coinvolte sono Laaser Eyrser Energiegenossenshaft Leeg che gestisce un impianto a Lasa (finito sotto sequestro) e Versciaco. Sono sospettate di aver risparmiato i costi di smaltimento di tonnellate di ceneri, senza aver effettuato i trattamenti per eliminare gli inquinanti, poi vendute come prodotti di pregio. Il giro d’affari è stato calcolato in 4 milioni di euro in due anni. “Le ceneri anziché essere smaltite e trattate come rifiuto venivano reimmesse nel circuito economico attraverso la realizzazione di bricchetti del barbecue, di fertilizzanti, ma anche mangimi, quindi potenzialmente molto pericolose per la salute” ha spiegato il tenente colonnello Enrico Risottino, comandante del Gruppo carabinieri per la Tutela Ambientale di Venezia. Indagata per responsabilità amministrativa anche la società cooperativa Bioenergie Termocentrale Renon.
DIRIGENTI, POLITICI E IMPRENDITORI
In carcere è finito un esponente di spicco dei Verdi altoatesini, candidato alle provinciali del 2023. Si tratta di Giulio Angelucci, in quanto direttore dell’Ufficio gestione rifiuti di Appa Bolzano dal 2001, agronomo, già presidente della federazione provinciale nuoto, attivo nel mondo del volontariato, autore di studi ambientali e sul ciclo dei rifiuti. Risulta solo indagato (con la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio) il dirigente generale di Appa Flavio Ruffini. Arrestati anche l’ispettore ambientale Andreas Marri, l’ex sindaco di Lasa Andreas Tappeiner (legale rappresentante della società Leeg ed ex presidente della Comunità comprensoriale Val Venosta) e Rupert Rosanelli, consulente tecnico ambientale della Leeg ed ex presidente di Seab (raccolta rifiuti). Sia Tappeiner che Rosanelli sono stati candidati Svp alle ultime elezioni provinciali. I controllori sono finiti nel mirino della magistratura per aver favorito una lettura compiacente (anche con interpelli al ministero dell’Ambiente) dei contenuti delle ceneri. Secondo alcuni difensori, si tratterebbe di interpretazioni, non del tentativo di favorire gli imprenditori. In ogni caso il sistema avrebbe cercato agganci politici per insabbiare lo scandalo. Il gip ha invece sottolineato “l’elevato grado di tossicità dei prodotti creati” in base alle lavorazioni.
AGGANCI POLITICI
Lo scenario disegnato dalla DDA e suffragato dal gip attribuisce un ruolo alla politica altoatesina, che sarebbe intervenuta per coprire l’illecito, sia con un tentativo di modifica della legge in materia, che con una interpretazione sulla natura dei rifiuti e perfino con il tentativo di interferire con la Procura della Repubblica di Bolzano. Nel 2024 Tappeiner (presidente Leeg) avrebbe contattato il neo assessore provinciale all’Ambiente, Peter Brunner, chiedendogli un sostegno politico. Già nel novembre 2023 Hugo Trenkwalder (consigliere Leeg) e Rosanelli (consulente ambientale Leeg) avevano incontrato Angelucci. Dalla riunione era scaturita una richiesta di valutazione tecnica al ministero dell’Ambiente sulla riutilizzabilità dei rifiuti, che aveva coinvolto, a diverso titolo, Angelucci e il dirigente generale Ruffini, ed era stata “accompagnata” dai senatori Svp Meinhard Durnwalder e Manfred Schullian. “All’epoca – ha spiegato Durnwalder – mi fu chiesto di presentare un interpello, per verificare la correttezza dell’interpretazione della norma. Il Ministero rispose che le ceneri erano da considerare rifiuti, anche quelle prodotte da impianti a biomassa, come quelli in questione: la Provincia è convinta che sia possibile riutilizzarle non solo per produrre concimi, ma anche asfalto. Cosa che avviene, regolarmente, in Austria e Germania”.
POLITICA IN SUBBUGLIO
Reazioni da parte di Svp e Verdi. “Sono colpito e sorpreso. Non riesco a esprimermi nel merito dell’indagine, perché non mi compete, ma posso dire che i funzionari coinvolti sono conosciuti da tanti anni per la loro serietà e affidabilità, correttezza e precisione” ha commentato il presidente della giunta altoatesina Arno Kompatscher. “Sorprende che possa esserci un quadro criminoso dietro a ciò, ma piuttosto un errore di valutazione. Si tratta di una questione tecnica, ovvero se il residuo può essere usato o no, se possiede o meno sostanze nocive, ed è per questo che è stato interpellato il nostro ufficio. Da quanto so questo è un tema dibattuto anche tra i tecnici”. La consigliera provinciale dei verdi, Brigitte Foppa: “Siamo tutti sotto shock. si tratta di una cosa impensabile per come noi conosciamo Angelucci nel mondo dell’ambientalismo. È una persona attenta e precisa. Penso che tutto si risolverà”.