Garlasco, Sempio e il soliloquio prima dell’interrogatorio: “Alle 9.30 a casa”, per i pm è l’orario della morte di Chiara Poggi. Già stabilito nelle sentenze su Stasi
L’ennesima intercettazione e il nuovo soliloquio di Andrea Sempio. Per la procura di Pavia, prima dell’interrogatorio dell’8 febbraio 2017 quando era stato indagato la prima volta, avrebbe “confessato” l’orario della morte di Chiara Poggi. Alle 9.30. Un dato consacrato già da oltre un anno – fascia 9.12-9.35 – nella sentenza della Cassazione che aveva confermato – nel dicembre del 2015 – la condanna definitiva per Alberto Stasi.
Nella captazione, avvenuta mentre Sempio si trova in auto, il 38enne parla tra sé e sé, in un flusso di frasi frammentate e parzialmente incomprensibili come del resto tutti gli altri audio diventati noti con la chiusura dell’inchiesta. Tra queste, secondo la trascrizione riportata dagli atti della Procura di Pavia e dall’informativa del Nucleo investigativo dei carabinieri, emerge un passaggio che oggi assume particolare rilievo per gli inquirenti: “È successo qualcosa quel giorno (incomprensibile)… era sempre lì a casa (incomprensibile)… io non so se lei ha detto che lavorava (incomprensibile)… però cazzo, oh (incomprensibile).. alle nove e mezza a casa“. Un’accozzaglia di riflessioni che potrebbero riferirsi anche all’ex fidanzato della vittima.
La frase, intercettata alle 17.43, viene collocata temporalmente in un momento delicato: Sempio aveva appena ricevuto la notifica dell’invito a comparire nell’ambito dell’indagine sul delitto di Garlasco. Nella rilettura effettuata nel 2025, gli inquirenti sottolineano come il contenuto possa essere collegato proprio alla mattina del 13 agosto 2007, giorno in cui fu uccisa Chiara Poggi. Secondo la Procura, infatti, il passaggio “sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio”. Un’interpretazione che si inserisce nella nuova ricostruzione elaborata dagli investigatori sulla base anche della consulenza medico-legale della professoressa Cristina Cattaneo. Consulenza che include Sempio, ma non esclude Stasi.
Gli inquirenti, nella loro analisi, fissano alcuni punti temporali ritenuti compatibili con la dinamica del delitto. Viene richiamato il momento in cui Chiara Poggi avrebbe disattivato l’allarme della villetta, alle 9.12, e la successiva finestra temporale in cui si sarebbe consumato l’omicidio. La Procura ipotizza che la morte possa essere avvenuta intorno alle 9.45, sulla base dei tempi della digestione e delle condizioni del corpo. In questo quadro, la ricostruzione degli investigatori esclude la posizione di Alberto Stasi, ritenendo “del tutto irragionevole che possa essere stata uccisa da chi alle 9.35 era a casa propria davanti al proprio computer“, a circa 1,7 chilometri dalla villetta di via Pascoli. Per i pm, quindi, Stasi disporrebbe di un alibi compatibile con la ricostruzione oraria.
Diversa la posizione di Sempio, che secondo la Procura non avrebbe un riscontro altrettanto solido per quella fascia oraria. Proprio in questo contesto viene inserita l’intercettazione del 2017, letta insieme ad altri elementi, tra cui un’ulteriore conversazione del 14 aprile 2025 richiamata dagli inquirenti, in cui si discutono chiamate, video e rapporti tra i protagonisti della vicenda. Anche in quel caso l’indagato stava commentando un podcast sul caso. Sempre secondo la Procura, la finestra temporale dell’omicidio sarebbe compatibile con una fase di aggressione durata circa 15-20 minuti, come indicato dalla consulenza medico-legale. In tale ricostruzione, Sempio potrebbe collocarsi nell’intervallo compreso tra le 9.30 e le 9.58, quando risulta una telefonata verso un amico, Mattia Capra.
Il lavoro degli investigatori si concentra anche sulla serata precedente al delitto, ritenuta “del tutto incompatibile con qualsivoglia evento drammatico” tra Chiara Poggi e Alberto Stasi, secondo quanto riportato dagli atti. Le consulenze informatiche descrivono una serata ordinaria: scambio di fotografie del viaggio a Londra e attività legate alla tesi di laurea del bocconiano. Per la parte civile invece la sera prima dell’omicidio la vittima ebbe accesso alla cartella chiamata “militare” in cui erano contenuti migliaia di file che avrebbero potuto sconvolgerla. Il consulente dei pm non ha escluso che la 26enne possa essere entrata in quei file.