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Garlasco, due finestre temporali per l’omicidio di Chiara Poggi che includono Sempio ma non escludono Stasi

Nell’informativa dei carabinieri il focus torna sull’orario del delitto e sulla consulenza della professoressa Cristina Cattaneo. Due le finestre temporali compatibili con l’azione omicidiaria attribuita ad Andrea Sempio, ma il punto resta lo stesso di 18 anni fa: le 9:12 del 13 agosto 2007.
Garlasco, due finestre temporali per l’omicidio di Chiara Poggi che includono Sempio ma non escludono Stasi
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Nel caos mediatico, nel gioco, che tale non dovrebbe essere, delle opinioni dette in tv o scritte sui giornali, si rischia di perdere la rotta della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi: 13 agosto 2007, villetta di via Pascoli a Garlasco. Sul tavolo delle accuse, Andrea Sempio, secondo i pm, killer spietato e crudele, che uccise la 26enne con 12 colpi di martello per motivi abietti e con un movente, quello sessuale, alimentato nella sua testa dalla visione dei filmini intimi tra Chiara e Alberto Stasi.

Fermiamoci qua, perché questo dice il capo d’imputazione e questo spiegano, senza grosse sfasature, le 300 pagine dell’informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Sempio uccise, dunque. Non Stasi. È la posizione della Procura di Pavia che ora, per procedere a una richiesta di processo, dovrà attendere una non facile revisione della sentenza a carico dell’ex bocconiano. Ma fin qua si è arrivati, senza alcuna deroga al codice, seguendo ogni passo, partendo da una Cassazione che libera la richiesta di riaprire le indagini su Sempio, archiviate nel 2017. Tutto giusto. E però, leggendo i nuovi atti, ci si accorge che le lancette in fondo sono rimaste ferme a 18 anni fa. Perché qui non ci sono certezze granitiche, ma si è davanti a un’ipotesi investigativa “interpretabile”. Sono due le finestre temporali per l’omicidio di Chiara Poggi individuate dalla consulente dei pm che includono Sempio, ma non escludono Stasi.

E però quelle lancette. Che indicano l’orario possibile della morte di Chiara Poggi. Lo scrive l’anatomopatologa Cristina Cattaneo nella sua consulenza e fissa le 9.12 come primo orario possibile della morte. È il punto del range temporale. Lo stesso che per la Cassazione inchioda Stasi, condannato a 16 anni, perché in 23 minuti, tra le 9.12 appunto e le 9.35, uccise la sua fidanzata.

E così, al capitolo “Epoca della morte”, i carabinieri riprendono la consulenza Cattaneo prima da un punto di vista scientifico: “Le conclusioni della professoressa Cattaneo in relazione all’epoca del decesso forniscono una finestra temporale tra le 7 e le 12.30 del 13.08.2007. Tale tempistica, ‘in via di elevatissima probabilità’, è quanto suggeriscono ‘le evidenze scientifiche più solide’”. Seppur la logica e il metodo “tendono invece a stringere la stima verso la porzione più recente di quel range”. E ancora: “Questo tipo di analisi trova pieno riscontro nel range ristretto 10.30-12 con maggior centratura tra le 11.00-11.30 del Dott. Ballardini (il primo medico legale che eseguì l’autopsia, ndr), ovvero ‘in altre parole, l’intuizione dell’operatore può suggerire che la collocazione più immediata sia nella parte finale dell’intervallo (10-12), tuttavia, sul piano rigorosamente scientifico, la ricostruzione deve rimanere ancorata al range più ampio poiché è quello supportato in modo robusto dai dati statistici più affidabili’”.

Cristina Cattaneo quindi giunge a un primo assunto: “Il dato scientifico deve però esser considerato con i dati circostanziali, ovvero con la disattivazione dell’allarme alle ore 9:12”. Ora indicata anche dalla Cassazione e soprattutto momento in cui Chiara Poggi disattiva l’allarme di casa presumibilmente per fare uscire i gatti. Prosegue: “A questo aspetto va quindi poi considerato il contenuto gastrico che indica un ‘periodo della morte probabilmente compreso tra 30 minuti e le 2/3 ore circa dall’ingestione della colazione'”. Il che non esclude che la vittima possa aver fatto colazione prima delle 9.12 e non dopo. Anche perché l’allarme nella villetta si disattivava al piano terra.

Correttamente poi la professoressa Cattaneo annota: “Tuttavia in assenza di un ‘ancoraggio del pasto’, non si ha la possibilità di utilizzare tale aspetto per restringere il range temporale relativo al decesso”. Anche se “i dati indicati in premessa, ovvero la finestra temporale nella quale Chiara ha disinserito l’allarme nei giorni dal 6 al 13 agosto, suggeriscono, di massima, l’orario in cui la giovane era solita svegliarsi in quei giorni. Per di più, sappiamo che la mattina del 13 agosto si è recata subito in cucina per aprire le finestre quando l’allarme era già stato disattivato”.

Alla luce di questo, a pagina 310 dell’informativa, i carabinieri di Milano concludono per due finestre temporali in cui sarebbe avvenuto l’omicidio: “Sempio ha avuto il modo e il tempo di commettere l’omicidio di Chiara Poggi dopo le ore 9.12 (orario di disinserimento allarme per fare uscire i gatti) e le ore 09.58 della mattina del 13 agosto 2007. La telefonata che Sempio prova a fare alle 09.58 all’amico Capra presuppone che in quel momento non fosse in atto l’azione omicidiaria”. “Ma lo stesso Sempio, sempre secondo la ricostruzione medicolegale dell’epoca e dagli approfondimenti della professoressa Cattaneo di oggi, aveva il tempo ed il modo di commettere l’omicidio anche nell’arco temporale tra le 09.58 e le ore 11.25 (orario in cui viene chiamato da casa dei genitori). Entrambe le fasce orarie si collocano perfettamente nella forchetta temporale riguardante la digestione del contenuto gastrico della vittima”.

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