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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 17:56

Flotilla, La Piccirella torna in Italia dopo il blocco: “Siamo scappati per sei ore, alcune barche lasciate alla deriva con persone a bordo”

L'attivista ha anche riportato un messaggio che AbuKashek ha voluto mandare al figlio: "Il prezzo per la libertà non è mai troppo alto"
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“Noi continuiamo: ci stiamo riorganizzando. Continuiamo finché i nostri governi non trovano la loro spina dorsale e pongono fine a tutti gli accordi che abbiamo con Israele, per fare gli interessi del popolo palestinese, del popolo italiano e di tutti i popoli che vogliono vivere in pace, solidarietà e giustizia”. Così, all’aeroporto di Fiumicino, appena rientrato in Italia, Antonio “Tony” La Piccirella, l’attivista della Global Sumud Flotilla fermato dopo il blocco di alcune barche dirette a Gaza avvenuto in acque internazionali, a sud di Creta, tra il 29 e il 30 aprile, operato delle forze navali israeliane. “Io ero sull’ultima delle 21 barche intercettate – ha raccontato – Siamo scappati per sei ore, alcune barche sono state lasciate alla deriva, con persone a bordo, e completamente distrutte”, racconta La Piccirella, sottolineando che le imbarcazioni hanno lanciato un sos ma che “nessuno ha fatto niente”.

L’attivista ha anche raccontato di un messaggio che Saif AbuKashek, uno degli attivisti sequestrati e portati in Israele insieme a Thiago Ávila, ha voluto mandare al figlio: “Il prezzo per la libertà non è mai troppo alto”. “Abbiamo paura per i nostri compagni perché Saif è palestinese – ha concluso La Piccirella – Loro sono ostaggi di un paese criminale, vanno liberati subito”.

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