Il mondo FQ

Petrini, mio padre Dario Fo, i tempi della radio libera e il Papa: che gran testa aveva Carlo!

Trasmettevano da un pulmino in movimento, per non farsi beccare dalla polizia. Aprì un ristorante in via Della Mendicità Istruita (ne era orgoglioso), poi Slow Food. Era un rivoluzionario con altri mezzi. Forchette invece di fucili
Petrini, mio padre Dario Fo, i tempi della radio libera e il Papa: che gran testa aveva Carlo!
Icona dei commenti Commenti

A Bra, cittadina piemontese, un gruppo di amici, tra bicchieri di Barolo e tagliolini all’uovo (i tajarìn), fondò una libreria. Poi organizzarono uno spettacolo dei miei e lì scoppiò una grande amicizia.

Poi aprirono un supermercato gestito da pensionati che vendeva a prezzi ribassati. Mia madre era entusiasta: “Pensa se i compagni organizzassero supermercati in tutta Italia!”. Ma nessuno imitò “i compagni di Bra”. La sinistra aveva altro da fare che agire direttamente per migliorare le condizioni del popolo.

Un giorno Carlo telefonò a mio padre: “Apriamo una radio libera! Vieni?”. Dario partì subito. Una radio libera! Era una novità assoluta, possibile per un momentaneo vuoto legislativo… In Parlamento si erano confusi. E Carlo fu tra i primi ad approfittarne!!! Insieme a Dario trasmettevano da un pulmino in movimento, per non farsi beccare dalla polizia. Usavano un trasmettitore dell’esercito Usa comprato al mercatino dell’usato di Livorno.

Ma dopo qualche giorno li beccarono e sequestrarono il trasmettitore.

Allora Carlo e Dario si presentarono in questura chiedendo di poter calibrare il trasmettitore, che, se non veniva calibrato, si sarebbe danneggiato. Infatti la legge prevede il diritto del proprietario di un bene sequestrato di farne la manutenzione per evitare danneggiamenti. Si chiudevano in una stanza col trasmettitore, armeggiavano con cacciaviti e pinze per un quarto d’ora e poi se ne andavano.

Una sceneggiata goliardica… Non c’era niente da calibrare. Ma non volevano darla vinta…

Poi arrivò il riflusso politico e Carlo arrivò a Perugia per tenere un corso di degustazione del vino. Si presentò con una meravigliosa valigetta di pelle, con dentro un centinaio di provette contenenti profumi naturali, e ci chiese di annusare e di indovinare da quale vegetale fossero ricavati. Un’esperienza sensoriale stupefacente. Dopo un’ora di profumi e racconti passammo ad assaggiare il vino. Annusare, prendere un sorso e ascoltare il gusto. Sperimentai un’esplosione della mia capacità di percepire gli aromi.

Era successo che i compagni di Bra, finita la speranza di una rivoluzione in tempi brevi, avevano continuato a vedersi per bere e mangiare e avevano capito che in quello erano proprio bravi. Quindi aprirono un ristorante: “Il Boccon Divino”. Carlo era molto orgoglioso che fosse in via Della Mendicità Istruita. “Capisci” mi disse “a Bra c’è la povertà istruita!!! Cioè i mendicanti possono insegnare, hanno dietro una cultura millenaria! È il popolo che inventa la musica, il teatro e la buona cucina. Poi gli rubano la cultura, la uccidono, la infiocchettano, la rendono incomprensibile…”

Per questo nacque lo Slow Food, la battaglia del gusto. La tradizione alimentare come bastione di un altro modo di intendere la vita. Aprire le percezioni è un atto rivoluzionario!

Le menti dei violenti e degli sfruttatori sono incapaci di percepire i sapori e i profumi che galvanizzano il naso e il palato. Non riescono a vivere le emozioni che ti riempiono l’anima. La tavola imbandita come strumento strategico nell’evoluzione umana.

I tajarìn possono cambiare il mondo!

E creare Terra Madre fu il coronamento del progetto. Dare coscienza e forza ai contadini del mondo, depositari della cultura che nei millenni ha selezionato le materie prime, trasformando i carciofi e le pannocchie, che una volta erano grandi come una monetina, in quei tesori che possiamo mangiare oggi. Cultura del cibo e lotta contro lo sfruttamento e l’emarginazione dei contadini. Lotta per diffondere la coscienza della loro centralità nel progresso umano.

Ed ecco che arrivano ai convegni a migliaia, da più di 100 nazioni, con i loro abiti tradizionali, con le loro delizie di cultura e sensazioni. E si impiantano 10 mila nuovi orti sociali per combattere la fame e la dittatura delle multinazionali che rubano i semi tradizionali e poi li vendono pretendendo di averne il monopolio.

Un’altra epopea è quella della creazione dell’Università del Gusto, della Banca del Barolo e del grande albergo che ospita docenti, eventi, visitatori, a Bra. Un’università che sviluppa i sensi! Che educa alle emozioni… Quando mai si era vista? Quel che Carlo realizzava girando l’Italia con la sua bellissima valigetta dei profumi, ma su scala colossale. Con migliaia di persone che arrivano da tutto il mondo per far crescere la loro sensibilità al bello, al buono e al giusto.

La continuazione della guerra rivoluzionaria con altri mezzi. Forchette invece di fucili.

E vorrei notare che questi maniaci olfattivi hanno costruito perfino uno dei pochi laboratori di degustazione. Una grande sala con decine di postazioni attrezzate per permettere di realizzare una cosa strana: una misurazione della tipologia dei sapori. Una ventina di esperti assaggiano cibi o bevande e l’insieme dei loro giudizi, attentamente calibrati e normati, diventa diagnosi organolettica. E questo servizio è ormai riconosciuto a livello mondiale e utilizzato anche da grandi aziende che hanno bisogno di classificare sapori…

Non so se ti rendi conto della raffinatezza e dell’acume di creare un tale sistema di analisi. E riuscire a creare una sorta di metodo analitico e di unità di misura riconosciuta ormai dalla maggioranza degli esperti del settore. L’emozione che cerca la scienza… Cioè Petrini aveva proprio una gran testa!!!

E poi un giorno Carlo era a casa mia, discutevamo di come sviluppare il lavoro della Fondazione per Franca e Dario, e suona il cellulare. Carlo risponde, esce in giardino e, quando torna, dice: “Era Papa Francesco… Mi ha detto che, siccome sono ateo, non posso pregare per lui, però posso pensarlo bene…”. Cioè il Papa telefona a Petrini e gli chiede di essere sostenuto a distanza con pensieri amorevoli? Mi chiedo in che cavolo di mondo sono finito. Un mondo incredibile… Per questo abbiamo ancora speranza!!!

Era successo che un giorno Carlo risponde al cellulare e sente una voce che gli dice: “Buon giorno, sono Papa Francesco…”. E Carlo gli risponde a presa per il culo. Ma quello insiste: “Guarda, sono proprio il Papa, mi piace molto quel che scrivi sull’importanza della natura per i destini dell’umanità. Volevo chiedere se potevi scrivere l’introduzione all’enciclica che sto scrivendo sull’ecologia…”.

Carlo è stupito: “Ma scusi, Papa Francesco… Io sono ateo convinto…”
E il Papa: “Nessuno è perfetto…” (Citazione del finale del film A qualcuno piace caldo)

Cioè: ma ti rendi conto?!? Un Papa che telefona a Carlo Petrini.

Va beh, confesso, il dialogo non è andato esattamente così… Non posso ricordarmi parola per parola come me l’ha raccontato Carlo… ma giuro che il senso era questo… E così abbiamo la prima prefazione a un’enciclica scritta da un maledetto comunista bolscevico!!! E dimmi ancora che non c’è speranza per un futuro migliore.

L’ultima volta che ci siamo visti è stato al Sistina, a Roma, per i festeggiamenti dei 100 anni dalla nascita di mio padre. L’idea di organizzare 100 eventi in Italia e 100 eventi in 100 nazioni è stata sua. E, come consigliere della Fondazione per Franca e Dario, il suo contributo è stato fortissimo, nonostante non stesse molto bene.

Che si dice quando uno è morto?

Dopo la morte di Franco Basaglia, quello dei manicomi, caro amico, mio padre sentenziò: “È morto, ma prima di morire era molto vivo!”

Ciao Carlo. Ci si vede a cena.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione