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Da 2 milioni di ricavi all’anno alla terza asta: fine della storia del GuglielMotel dopo 50 anni di attività

Massimo Capozzi, uno dei due fratelli soci assieme alla matrigna, ha raccontato dei disaccordi familiari che hanno portato all'odissea della struttura: da 11 milioni, ora ne vale meno di 6
Da 2 milioni di ricavi all’anno alla terza asta: fine della storia del GuglielMotel dopo 50 anni di attività
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I ricavi sono cresciuti fino a 2 milioni di euro all’anno ma l’attività è rimasta in perdita, secondo Capozzi, causa “quote del leasing e costi vivi sempre più importanti, come i circa 120 mila euro all’anno di Imu”. I primi segnali del disaccordo tra figli e matrigna si sono avuti nel 2016 con una prima domanda di liquidazione volontaria della società: la richiesta è stata revocata due anni dopo a causa degli incongrui valori di vendita ipotizzati. Il disaccordo fra i tre si era apparentemente sanato fino al 2024 quando, dopo il difficile periodo della pandemia, era stata avanza una nuova richiesta di liquidazione.

“Abbiamo riaperto nel luglio del 2021 e durante la pandemia in cui ho fatto il guardiano della struttura, la società ha persino aumentato il suo valore patrimoniale di quasi 200 mila euro come attestato da una perizia del ctu del tribunale, con un fatturato che anche negli anni seguenti è cresciuto costantemente – ha raccontato Massimo Capozzi – dai 670 mila euro del 2020 a un milione e 700 mila del 2023″.

Nel 2024 poi, il presidente del tribunale del liquidatore Achille Pagliuca ha rigettato il ricorso per l’apertura della liquidazione giudiziale avanzata dal liquidatore, ritenendone insussistenti i presupposti e considerato il valore dell’attivo patrimoniale. Ora “stiamo cercando di procedere alla vendita dell’immobile — spiega Pagliuca — La messa in liquidazione della società, come prevede il nostro ordinamento giuridico, contempla o la sospensione dell’attività o, come ho tentato di fare, di farla proseguire nell’interesse della società e dei soci. Cosa che non è stata possibile, perché uno dei tre soci non ha inteso consegnare l’immobile al liquidatore. I soggetti che all’inizio della procedura erano potenzialmente interessati, hanno poi rinunciato per via del suo atteggiamento ostruzionistico. Per poter entrare in possesso della struttura ho dovuto ricorrere al tribunale e all’ufficiale giudiziario”.

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