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Gatti “rubati” e rinchiusi nei rifugi: denunciato per furto il presidente di un’associazione animalista

La segnalazione è arrivata dopo la scomparsa della gatta di un privato cittadino. I militari della Forestale hanno accertato che i luoghi dove erano ospitati i gatti "rubati" non erano segnalati come rifugio
Gatti “rubati” e rinchiusi nei rifugi: denunciato per furto il presidente di un’associazione animalista
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Prendevano i gatti per poi rinchiuderli in alcuni rifugi. Una sorta di furto che è costato una denuncia all’autorità giudiziaria al presidente di un’associazione animalista per furto di gatti. A segnalare i fatti un privato cittadino che ha contattato i carabinieri del nucleo forestale di Priverno (Latina) dopo la scomparsa della sua gatta.

L’uomo infatti era solito lasciare l’animale in libertà con la fiducia che sarebbe sempre tornato da lui. Ma non vedendola effettivamente tornare, il proprietario ha poi scoperto che la sua gatta era stata prelevata dall’associazione animalista e rinchiusa in un rifugio.

Dopo la denuncia e la successiva segnalazione all’autorità giudiziaria, è emerso un presunto “costante modus operandi” messo in atto dall’associazione. La legge quadro n. 281/1991 e la Legge Regionale 34/1997 tutela i gatti che vivono in libertà come patrimonio indisponibile dello Stato e vieta di spostarli dal loro habitat e ogni movimentazione va autorizzata e comunicata agli enti competenti.

Dall’attività di accertamento svolta congiuntamente al Servizio Veterinario della ASL di Latina è emerso che i luoghi occupati dagli animali non risultavano essere registrati come “rifugio per animali” come espressamente previsto dalla normativa di settore. Accertati i fatti i militari hanno quindi denunciato per furto di gatto di privato e per furto aggravato di gatti appartenenti al Comune di Priverno il presidente dell’Associazione animalista.

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