Retail come installazione: da Zara a Yoox, da Diego M a Biffi - 10/10
Un altro grande tema dell’edizione 2026 è il negozio come formato espositivo. Non solo boutique che ospitano un’opera, ma spazi retail ripensati come esperienze narrative. Zara, con Calma, è forse il caso più emblematico: Palazzina Appiani, nel Parco Sempione, diventa una sequenza di ambienti ispirati alle antiche terme romane, con superfici metalliche, archi specchiati, luce attenuata e sound design sviluppati con Crosby Studios. La parola chiave è rifugio, ed è significativo che venga dal brand che più di ogni altro ha costruito la propria fama sull’accelerazione.
Yoox, in via Lazzaro Palazzi 24, lavora sul camerino come luogo di costruzione dell’identità, con un’installazione immersiva ideata insieme alla digital artist Keta Bart. Il progetto si articola in tre atti — Surprise, Belong, Elevate — e usa l’intelligenza artificiale per mettere in scena il confine tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di diventare. Diego M, il 22 aprile in corso Venezia 8, apre invece la boutique alle lampade della collezione Museo firmate da Lisa Pessotto e realizzate da Linea Zero: un’operazione che rafforza l’idea di dialogo tra moda e design con una firma femminile precisa. Biffi Boutiques, con la terza edizione di State of Mind, trasforma la boutique in un percorso immersivo che coinvolge Péro, Pecoranera, Rizzoli, JWA, Plan C, Filson e l’Archivio Biffi, mettendo in scena Milano attraverso gli sguardi incrociati dei marchi invitati.