Moda e Stile

Fuorisalone 2026, la guida agli eventi moda: da Gucci a Prada, da Louis Vuitton a Zara, ecco cosa vedere alla Milano Design Week

La gioca d’anticipo, apre già dal 18 aprile e costruisce un calendario parallelo fatto di installazioni, biblioteche, archivi, retail scenografici, cocktail e collezioni per la casa. Ecco la mappa completa degli appuntamenti fashion da non perdere

di Ilaria Mauri
Retail come installazione: da Zara a Yoox, da Diego M a Biffi - 10/10

Retail come installazione: da Zara a Yoox, da Diego M a Biffi - 10/10

Un altro grande tema dell’edizione 2026 è il negozio come formato espositivo. Non solo boutique che ospitano un’opera, ma spazi retail ripensati come esperienze narrative. Zara, con Calma, è forse il caso più emblematico: Palazzina Appiani, nel Parco Sempione, diventa una sequenza di ambienti ispirati alle antiche terme romane, con superfici metalliche, archi specchiati, luce attenuata e sound design sviluppati con Crosby Studios. La parola chiave è rifugio, ed è significativo che venga dal brand che più di ogni altro ha costruito la propria fama sull’accelerazione.

Yoox, in via Lazzaro Palazzi 24, lavora sul camerino come luogo di costruzione dell’identità, con un’installazione immersiva ideata insieme alla digital artist Keta Bart. Il progetto si articola in tre atti — Surprise, Belong, Elevate — e usa l’intelligenza artificiale per mettere in scena il confine tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di diventare. Diego M, il 22 aprile in corso Venezia 8, apre invece la boutique alle lampade della collezione Museo firmate da Lisa Pessotto e realizzate da Linea Zero: un’operazione che rafforza l’idea di dialogo tra moda e design con una firma femminile precisa. Biffi Boutiques, con la terza edizione di State of Mind, trasforma la boutique in un percorso immersivo che coinvolge Péro, Pecoranera, Rizzoli, JWA, Plan C, Filson e l’Archivio Biffi, mettendo in scena Milano attraverso gli sguardi incrociati dei marchi invitati. Da segnalare poi Franciacorta Studio, progetto ospitato da Slowear e realizzato con Luce di Carrara, che mette in relazione vino e marmo attraverso un percorso espositivo e un programma di incontri e degustazioni (20–26 aprile). Al centro, il tema della trasformazione della materia, tradotto anche in una collezione di oggetti per il servizio del vino firmata Pierattelli Architetture.

Dulcis in fundo Vhernier, che nella sua boutique in via Montenapoleone con l’installazione Between light and night (20–30 aprile) traduce la nuova collezione Coucher du Soleil in un ambiente architettonico immersivo, dove luce, materia e ritmo si fondono attorno alla scultura site-specific di Andrea Grandi. Un allestimento che amplifica su scala spaziale il linguaggio del gioiello, tra oro, titanio e diamanti.

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