Esattamente quarant’anni fa, il 29 luglio del 1983, Cosa nostra uccideva Rocco Chinnici, l’ideatore del pool antimafia e lo “scopritore” di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il consigliere istruttore è stato ricordato stamattina a Palermo, durante una cerimonia in cui è stata deposta una corona di fiori in via Pipitone Federico, la stada dove il giudice abitava e dove Cosa nostra piazzò un’autobomba: oltre a Chinnici morirono anche i carabinieri della scorta Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi. Si salvò soltanto Giovanni Paparcuri, che all’epoca guidava l’automobile sulla quale viaggiava Chinnici. L’attentato destò parecchio clamore, visto che Cosa nostra colpiva per la prima volta “alla libanese“, cioè col metodo dell’autobomba, peraltro in una zona residenziale del capoluogo siciliano. E infatti il giorno dopo i giornali titolarono: “Palermo come Beirut“.

Alla cerimonia per Chinnici erano presenti il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il prefetto Maria Teresa Cucinotta e i figli del giudice Chinnici, Giovanni e Caterina. La cerimonia è iniziata con mezz’ora di ritardo (era prevista alle 9.30) a causa del ritardo del volo di linea su cui viaggiava il vice premier Tajani. Presenti, fra gli altri, anche il vice presidente del Senato e senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia, i vertici delle forze dell’ordine, il presidente della Commissione Antimafia dell’Ars Antonello Cracolici. “Papà era meraviglioso, una persona si grande sensibilità e intelligenza. Un padre e un marito affettuoso e un magistrato che ha saputo guardare oltre, che si è reso conto che era necessario modificare il metodo per contrastare il fenomeno mafioso. Un metodo che poi ha portato alla cooperazione fra le forze di polizia e la magistratura, la creazione del pool antimafia e poi la grande intuizione delle misure patrimoniali”, ha detto Caterina Chinicci, figlia del giudice ed europarlamentare, recentemente passata dal Pd a Forza Italia.

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