È finita nell’unico modo in cui non doveva finire
È finita nell’unico modo che nessuno aveva ipotizzato: senza una partita. Il derby italiano nella semifinale del Roland Garros salta per un virus che ha colpito Matteo Arnaldi in queste ore, subito dopo l’impresa contro Frances Tiafoe. “È dura essere qui, non era quello che volevo ma ieri sera ho iniziato a sentirmi poco bene – ha raccontato il tennista ligure in conferenza stampa – Fino alla fine dell’allenamento non avevo problemi, ma dopo cena lo stomaco ha iniziato a darmi fastidio e quando mi sono svegliato all’una ho vomitato, poi ho provato a dormire ma non ci sono riuscito e alle 6 o alle 7 ho vomitato ancora, peggio di prima”.
Un malessere che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca proprio nel giorno più importante della sua carriera. Il forfait di Arnaldi proietta così in finale Flavio Cobolli, che affronterà domenica pomeriggio Alexander Zverev, che si è sbarazzato in quattro set del ceco Jakub Mensik. La gioia per il raggiungimento della prima finale di uno Slam in carriera è mitigata però dall’amarezza per il ritiro del connazionale. “È dura anche per me parlare ora. Quando è venuto a dirmelo un’ora fa ho quasi pianto – ha confessato il romano, già sicuro di entrare da lunedì nella top ten nel ranking Atp – È un qualcosa che non ti aspetti, ero pronto a giocare, e quando lui è venuto da me ero davvero triste ma al tempo stesso felice per i risultati ottenuti in questa settimana“.
L’annuncio shock del forfait di Arnaldi è arrivato proprio a ridosso del match, previsto per le 19. I due italiani che dovevano fronteggiarsi uno opposto all’altro pronti a contendersi un posto in finale si sono ritrovati invece accanto nella sala conferenze dello Slam parigino, nel più imprevedibile degli epiloghi. “Volevo farti i complimenti per quello che hai fatto questa settimana. Hai lottato per tante ore in campo. Sii orgoglioso di quello che hai fatto e di come l’hai fatto – ha raccontato Cobolli cercando di consolare il ligure – Cerco di prendere esempio da te anche fuori dal campo; sei l’emblema di un atleta eccezionale. In bocca al lupo”. “Mi dispiace per come è finita oggi. La sfida tra noi sarebbe stata epica”, l’amara riflessione di Arnaldi. Sensazioni contrastanti che il giocatore romano dovrà subito mettere da parte. Domenica lo attende un appuntamento con la storia, contro un Sascha Zverev che a sua volta non vorrà sprecare l’occasione di mettere in bacheca il primo sospirato titolo Slam in carriera.