Da una parte Letizia Moratti che vuole andare fino in fondo. Dall’altra la partita sulle Regionali in Sicilia che scuote – se mai ce ne fosse bisogno – un centrodestra già sfilacciato. E se a livello nazionale Matteo Salvini e Giorgia Meloni, dopo i risultati non certo soddisfacenti, per usare un eufemismo, delle amministrative, si sono accusati vicendevolmente, in Lombardia le cose non vanno meglio: la vicepresidente si è candidata a guidare la coalizione contro, di fatto, il suo presidente. E ora per capire chi dei due la spunterà, se lei o Attilio Fontana, sarà necessario risolvere prima la candidatura per Palazzo d’Orleans. La questione è stata posta direttamente da Fratelli d’Italia, come hanno spiegato fonti vicine al partito: “La partita Musumeci è fondamentale. Se verrà candidato, l’ok all’attuale presidente della Lombardia sarà scontato”. In caso contrario, il partito di Giorgia Meloni farà valere il proprio peso politico, considerato che da tempo ha superato la Lega nei sondaggi e, nella pratica, l’ha fatto in molti Comuni nell’ultima tornata elettorale.

LO SCAMBIO SICILIA-LOMBARDIA – Il duello tra separati in casa, quello tra Fontana e Moratti, verrà risolto nell’incontro tra i tre leader della coalizione di centrodestra. Silvio Berlusconi si è proposto di fare il mediatore ad Arcore, ma una data ancora non c’è. Ciò che è certo è che si parlerà di Nello Musumeci. L’attuale presidente della Sicilia ha confermato il passo indietro una settimana fa. Lo scorso novembre aveva annunciato di volersi ricandidare. Due mesi fa aveva incontrato, in centro a Palermo, nel celebre Hotel des Palmes, Marcello Dell’Utri, con la richiesta che questi intercedesse con Berlusconi al fine di ottenere l’appoggio di Forza Italia. Da allora, però, la situazione a Palermo è cambiata: contro l’esponente di Fratelli d’Italia si è schierato il coordinatore di FI, Gianfranco Micciché, secondo il quale, in sostanza, ricandidarlo avrebbe significato perdere. Le elezioni saranno in autunno, dunque prima di quelle in Lombardia. E il centrodestra dovrà trovare una quadra. Lo scambio che si preannuncia tra i due partiti più forti della coalizione (via libera a Musumeci in Sicilia e in cambio l’ok Fontana in Lombardia) sarà senz’altro al centro del vertice.

MA LETIZIA MORATTI TIRA DRITTO – Qualora non si trovasse l’accordo, non è escluso che FdI possa avanzare un proprio nome per il Pirellone o, addirittura, convergere su Moratti. La vicepresidente e assessora al Welfare non è intenzionata a retrocedere. Dalla sua avrebbe la potenza di fuoco (economica) per sostenere la campagna elettorale e, in tempi non sospetti, la promessa di correre proprio per le Regionali. Non è un segreto che l’ex presidente della Rai arrivò a Palazzo Lombardia, nel gennaio del 2021, per salvare la reputazione – e prendere il posto della vittima sacrificale, Giulio Gallera – di una Giunta che stava dimostrando molte debolezze in cambio di un posto politico di rilievo. Parimenti, non è un segreto che prima del proscioglimento sul caso camici, i vertici della Lega avessero già escluso la ricandidatura di Fontana, considerata a rischio. In tutto ciò, Forza Italia resta cauta, ben sapendo che sono i tre leader di partito a dover trovare un’intesa, passando, innanzitutto, dalla Sicilia.

FDI SI ORGANIZZA – Intanto Giorgia Meloni ha dato l’indicazione, ai propri esponenti lombardi, di trovarsi per un confronto. Confronto che si terrà sicuramente entro la prossima settimana (ma forse prima), a Milano, con la coordinatrice, Daniela Santanchè. L’unico partito che ha proposto Moratti, finora, è stato Azione. Carlo Calenda, il 10 giugno scorso, l’ha definita “un’ottima candidata”. E il consigliere Niccolò Carretta ha ribadito che “se si vuole battere la Lega, bisogna farlo con una proposta nuova, forte e in grado di parlare anche a un elettorato di centrodestra“. Ieri Pierfrancesco Majorino, esponente di peso del Pd lombardo, ha detto che “la Lombardia è contendibile, la partita è aperta e serve un progetto forte, con una candidatura individuata subito dopo l’estate”. Poi ha aggiunto: “Nessun cedimento verso destra: l’ipotesi che si candidi noi Moratti grida ancora vendetta“.

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