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2 giugno, Mattarella: “Repubblica nata da un corale e sincero esercizio di democrazia, il voto segnò una svolta dopo il ventennio fascista”

Il primo messaggio di Mattarella in occasione dell'80esimo anniversario della Festa della Repubblica: "Va consolidata la fiducia tra istituzioni e cittadini"
2 giugno, Mattarella: “Repubblica nata da un corale e sincero esercizio di democrazia, il voto segnò una svolta dopo il ventennio fascista”
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“La Repubblica nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia. Ne fu protagonista il popolo italiano che affluì con straordinaria partecipazione e compostezza ai seggi, per la scelta dell’ordinamento dello Stato e l’elezione dell’Assemblea costituente. Ne furono protagoniste, in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d’Italia, per le elezioni amministrative nel corso di quell’anno e per le consultazioni del 2 giugno”. Così nel primo messaggio in occasione della festa della Repubblica, il presidente Sergio Mattarella, rivolgendosi ai Prefetti, ha voluto ricordare il voto referendario che sancì il passaggio, dopo gli anni bui delle guerre, da Monarchia e Repubblica.

Il voto del popolo, ha specificato il Capo dello Stato, segnò “dopo il ventennio fascista, la tragedia bellica, la lotta di Liberazione” una “svolta nella storia del Paese“, ponendo le basi per edificare “sulle solide fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà, spinto da una intensa sete di pace”.

Fu in questo momento di transizione che, ha ricordato ancora Mattarella, “il libero esercizio del voto fu di nuovo garantito, ripristinando dopo anni – con l’operoso contributo delle Prefetture e delle altre istituzioni – il funzionamento della complessa macchina elettorale”. Per questo, si legge ancora nel messaggio, oggi la comunità nazionale, ricordando quei “momenti fondativi”, “rinnova la sua convinta adesione agli ideali repubblicani, proiettati nell’orizzonte europeo.

Mattarella ha quindi ricordato e richiamato i “volti” e la passione civile di tanti cittadini, donne e uomini delle istituzioni che hanno contribuito allo sviluppo della Repubblica, “spendendosi per il bene comune, talora sino all’eroismo e al sacrificio della propria esistenza”.

In particolare, in questo primo messaggio per le celebrazioni dell’80esimo anniversario della Festa della Repubblica, Mattarella ha celebrato l’opera dei Prefetti che “dispiegandosi ogni giorno nella garanzia del quadro delle libertà democratiche, promuovendo legalità e sicurezza, affrontando con tempestività il manifestarsi di situazioni di emergenza nel coordinamento delle attività delle istituzioni, dell’associazionismo, del volontariato, è preziosa per la nostra comunità” anche “sul terreno dei conflitti sociali, delle situazioni di crisi, in cui siano a rischio dignità e sicurezza del lavoro, fondamento della nostra convivenza“.

Secondo il Capo dello Stato, in un contesto in cui “si riverberano sempre più le conseguenze delle tensioni internazionali“, con conseguenti preoccupazioni e insicurezze, va consolidata la fiducia tra istituzioni e cittadini. “A quanti sono alla guida dei pubblici uffici sono di grande valore, nell’esercizio dei propri mandati, capacità di ascolto, intelligente lettura delle dinamiche sociali emergenti, sensibilità per le situazioni di disagio e di maggiore fragilità, per elaborare risposte efficaci”, ha spiegato ancora, sottolineando che “ne dipende il futuro del paese”. Per Mattarella, infine, è “fondamentale” un occhio anche ai più giovani. Le istituzioni dovrebbero quindi sostenere “la trama del tessuto sociale” e intercettare bisogni, domande e aspettative, “delle giovani generazioni, valorizzando talenti e potenzialità”.

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