“Quello che mi disturba in questi giorni è che il sindaco di Palermo o il governatore della Sicilia lo devono decidere due persone che sono state condannate per mafia… il trentennale non ci ha insegnato nulla”. Sono parole amare quelle di Giovanni Paparcuri, per tanti anni come consulente informatico del pool antimafia ha lavorato a stretto contatto con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Oggi è l’anima del museo Falcone e Borsellino, dove combatte per tenere viva la loro memoria. Paparcuri è stato spite della diretta di Millennium Live, assieme a Giuseppe Pipitone (autore del podcast Mattanza) e Mario Portanova (Fq Millennium), dove ha ripercorso alcuni momenti significativi della vita del magistrato in occasione del trentennale della sua scomparsa.


“Cuffaro ha detto che il 23 maggio pregherà anche per il giudice Falcone – ha continuato Paparcuri -, buon per lui, da buon cristiano è giusto che preghi. Però non è cambiato assolutamente nulla. L’etica non c’è la, morale non c’è La corruzione c’è, la mafia c’è perché fino a due giorni fa abbiamo fatto degli arresti… ma al di la do questo quando ti arrestano un primario dell’università che gestisce concorsi o le visite le fa ad amici e parenti e poi dietro alle sue spalle c’ha la foto di Falcone e Borsellino, questo è una presa in giro”.

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Capaci, trent’anni fa Palermo era immersa in una nube di polvere da sparo. Oggi puzza di ipocrisia

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