Il ministero della Transizione ecologica guidato da Roberto Cingolani ha dato il suo patrocinio all’edizione 2021 di in particolareItalia che si svolgerà in 9 città italiane tra il 24 settembre e il 9 ottobre prossimi. Si tratta di una serie di incontri che puntano a sostenere e promuovere il ricorso al nucleare come fonte energetica o, come si legge nella presentazione, “Evento internazionale di sensibilizzazione sull’energia nucleare e sul suo ruolo quale fonte affidabile, pulita e sicura per la transizione energetica e per gli obiettivi europei di decarbonizzazione”. Ieri, dopo un incontro con lo stesso Cingolani, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, ha affermato di aver ” avuto garanzie che l’Italia non abbraccerà l’energia atomica, il nucleare non è la scelta degli italiani, lo hanno detto con i referendum. L’energia nucleare costa tanto”.

L’evento patrocinato dal ministero è organizzato dall’associazione “Nucleare e ragione” che si presenta con lo slogan “È più facile rompere un atomo che un pregiudizio”. Si inserisce in una lunga lista di eventi patrocinati dal ministero della Transizione Ecologica, nell’ambito di All for Climate Italy 2021. Le iniziative sono organizzate in vista della riunione ministeriale “Pre-Cop26” che si terrà a Milano dal 30 settembre al 2 ottobre. Nel capoluogo lombardo si incontreranno le delegazioni di 40 paesi, i rappresentanti del Segretariato della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, i Presidenti degli organi sussidiari della Convenzione e soggetti chiavi del negoziato sul clima. La riunione è preparatoria e precede di un mese il vertice Onu Cop26 fissato invece a Glasgow nel Regno Unito dove si affronterà il tema del contrasto ai cambiamenti climatici.

Secondo quanto afferma a Ilfattoquotidiano.it il coportavoce nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli il patrocinio “è la conferma di quanto il ministro sia ambiguo sulla politica energetica. A questo punto Conte dovrebbe richiamare Cingolani considerato che ieri era stato rassicurato dal ministro che il nucleare non sarebbe stato preso in considerazione”. “Le attuali politiche del governo secondo uno studio del forum Ambrosetti e della fondazione Enel pubblicato lo scorso 4 settembre, ricorda Bonelli, faranno raggiungere gli obiettivi europei su clima ed energia con 29 anni di ritardo. Cingolani frena la transizione ecologica senza invece accelerare su rinnovabili e mobilità elettrica e omettendo di dire che l’Italia ha molti soldi a disposizione per rendere socialmente giusta la transizione ecologica come ad esempio il Fondo sociale per il clima da 72 miliardi di euro messo a disposizione dall’Europa”.

Uno dei punti chiave del confronto europeo riguarda la possibilità di inserire o meno il nucleare tra le fonti meritevoli di sostegni governativi. L’Unione europea si è posta l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica (una sorta di saldo zero tra Co2 emessa e riassorbita) entro il 2050. Bruxelles ha sinora rimandato la decisione finale. La Francia, insieme ai paesi dell’est Europa, preme perché all’atomo venga riconosciuto lo status di energia pulita e fonte da usare per accompagnare la transizione verso le rinnovabili.

Un segnale è rintracciabile nella decisione di Bruxelles di escludere gas e nucleare dalle fonti finanziabili con un green bond da 250 miliardi di euro da emettere nei prossimi 5 anni. Decisione che non chiude però del tutto la partita dei sostegni europei all’atomo. Il nucleare costa e Parigi ha bisogno di soldi per manutenere e ammodernare le sue centrali più vecchie. Secondo quanto calcolato da Edf (l’Enel francese) la spesa finale si aggira intorno ai 50 miliardi di euro. Ogni anno il paese spende circa 7 miliardi di euro per gestire le scorie dei suoi 19 impianti nucleari. Dopo l’incidente alla centrale nucleare giapponese di Fukushima il costo dell’uranio è progressivamente sceso da 70 a 20 dollari per libbra (453 grammi) salvo risalire fino a 44 dollari nell’ultimo mese anche a causa di manovre speculative sul mercato. Neppure l’atomo mette insomma al riparo dalle oscillazioni dei prezzi energetici.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

I costi della svolta green non devono gravare sulla collettività ma su chi ha gestito e inquinato

next
Articolo Successivo

Ho visto lo spot sul Pnrr: si cercano 500 laureati ma nessun esperto di ambiente. C’è un errore?

next