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Nucleare, da Caorso a Trino i Comuni battono lo Stato e si riprendono i soldi dovuti per le compensazioni ambientali

La Corte di Cassazione dà ragione agli enti locali che presentarono ricorso e mette fine a un contenzioso durato 15 anni. A Saluggia vanno 25 milioni di euro, a Caorso più di 26 milioni
Nucleare, da Caorso a Trino i Comuni battono lo Stato e si riprendono i soldi dovuti per le compensazioni ambientali
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Mentre approda in Aula, alla Camera dei deputati, il disegno di legge delega sul nucleare, dopo il passaggio alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive, otto Comuni sedi di impianti nucleari e del ciclo del combustibile nucleare (Leggi l’approfondimento) sono pronti a riscuotere quanto gli è dovuto per le compensazioni ambientali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha messo la parola fine a un contenzioso durato quindici anni e iniziato nel 2011. Al centro, un taglio del 70% delle quote di compensazione nucleare, operato dal 2004 al 2011 in base alle disposizioni della legge finanziaria del 2005 dell’allora governo Berlusconi. I comuni di Minturno (Latina), Piacenza e Caorso, Sessa Aurunca (Caserta), Ispra (Varese), Saluggia e Trino Vercellese, rappresentati dall’avvocato Xavier Santiapichi del Foro di Roma, hanno fatto ricorso. E hanno vinto in tutti e tre i gradi di giudizio: queste amministrazioni dovranno percepire integralmente le compensazioni ambientali previste dalla normativa nazionale, quindi anche le somme decurtate negli anni precedenti. A quanto ammontano? Solo per il Comune di Saluggia, si parla di circa 25 milioni di euro.

Un contenzioso durato tre lustri

I Comuni, in realtà, avevano già vinto in primo e secondo grado, rispettivamente al Tribunale di Roma nel 2016 e davanti alla Corte di Appello nel 2020. I soldi, dunque, erano già stati versati dopo la sentenza di secondo grado, ma erano bloccati a causa ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Cipe, Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica. Ricorso appena rigettato dalla sentenza della prima sezione civile della Corte di Cassazione, secondo cui le risorse non potevano essere ridotte del 70 per cento. “Prevale la soddisfazione per una sentenza importante: la vicenda ha visto riconosciute finalmente le ragioni dei territori che da decenni convivono con la presenza di attività legate al nucleare” ha commentato il sindaco di Saluggia, Libero Farinelli, dopo la pubblicazione della sentenza.

Quanto percepiranno gli enti interessati

La sentenza non riguarda solo i Comuni, ma tutti gli enti che avevano diritto alle compensazioni e che, dopo il taglio del Governo Berlusconi, avevano fatto ricorso. I fondi, infatti, ogni anno vengono distribuiti in proporzione alla superficie e alla popolazione residente. Il 50 per cento va ai Comuni che ospitano l’impianto, un 25 per cento alla Provincia di riferimento e un altro 25 per cento ai Comuni confinanti con quello nel cui territorio si trova l’impianto. E se per il Comune di Saluggia, che ospita l’impianto Eurex e il Deposito Avogadro, si parla di 25 milioni di euro, per quello di Caorso, in provincia di Piacenza, che ospita la centrale ‘Arturo’, la quota da riscuotere è di circa 26 milioni e 340mila euro. Per Trino Vercellese, sede della centrale Enrico Fermi, il valore complessivo riconosciuto è pari a circa 17 milioni di euro. “Questa decisione – dichiara il sindaco Daniele Pane – rappresenta non solo una vittoria giuridica, ma anche il riconoscimento dei diritti del nostro territorio e delle nostre comunità”. Anche la Provincia di Latina, avendo fatto causa al Cipe, potrà ora chiedere il conto allo Stato. Altri 17 milioni di euro. Al contrario, non potrà farlo il Comune di Latina, che non ha fatto ricorso.

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