“Il termovalorizzatore di Roma frenerà la differenziata e aumenterà l’inquinamento”: intervista all’ingegnere ambientale Francesco Girardi
Non cambierà il degrado cittadino, né le carenze della municipalizzata dei rifiuti romana. E non farà scendere la Tari mentre, al contrario, produrrà inquinamento. Secondo Francesco Girardi, ingegnere ambientale ed energy manager, voce fuori dal coro di consensi all’impianto, l’unico effetto concreto del termovalorizzatore di Roma, i cui lavori sono inziati ufficialmente da pochi giorni, sarà quello di disincentivare la raccolta differenziata. Dei romani e della stessa Ama.
Roma come Copenaghen? Secondo gli amministratori romani, se anche l’ecologica capitale danese ne ha uno perché non Roma?
Premesso che la Danimarca è lo stato in Europa che produce più rifiuti e tanto ecologica non mi pare, il paragone non regge: Copenaghen sta sul mare ed è soggetta a venti costanti e forti che spazzano gli inquinanti, abbassando le concentrazioni e l’impatto sanitario sulla popolazione sotto vento, per cui è inutile andare a farsi foto in cima ai camini degli inceneritori per dire “che bell’aria si respira da qui su”, come ha fatto il sindaco di Roma e l’assessora ai Rifiuti e all’Ambiente Sabrina Alfonsi; se vogliamo attendibilità si seguano i pennacchi dei fumi e le ricadute degli inquinanti secondo i venti e si vada a misurare l’inquinamento di ricaduta dei fumi lontano dal camino. Inoltre si noti che a Copenaghen buona parte dei fumi ricadono anche su mare dove non abita nessuno, a Roma la rosa dei venti è sempre diretta su abitazioni.
Che effetto avrà il termovalorizzatore, secondo lei, sull’ azienda municipalizzata dei rifiuti di Roma, AMA?
L’inceneritore non cambierà chi gestisce i rifiuti a Roma: se la città è sporca, i cassonetti pieni, la differenziata al palo (40%) e poco si riesce a riciclare di questo, non dipende dall’assenza di un inceneritore, ma da come è pianificato e gestito il servizio e come lo stesso è percepito e vissuto dal tessuto sociale. Il termovalorizzatore non determinerà alcun effetto positivo su Ama, in quanto lo smaltimento dei rifiuti è scollegato dalle modalità di raccolta dell’azienda che ha procedure, prassi e struttura organizzativa consolidate. Anzi direi che forse per Ama, l’inceneritore diventa un argomento in più per restare bassi con la differenziata.
Lo stesso vale per i cittadini?
Sì, l’inceneritore rischia di bloccare o quanto meno rallentare l’aumento e l’evoluzione della differenziata in città, riducendo in cenere i rifiuti riciclabili e le materie prime/seconde da essi ricavabili. E riducendo anche i posti di lavoro e introiti per Pmi già attive e nuove che potrebbero nascere legate alle filiere industriali dell’economia circolare. In breve, questo impianto rischia di far restare Roma indietro dal punto di vista ambientale e sociale. I romani non progrediranno nella conoscenza delle tematiche ambientali.
Ma avremo abbastanza rifiuti da metterci?
Questo è un altro aspetto dolente. Facendo alcuni calcoli, è facile capire che se aumentasse la raccolta differenziata non basteranno i rifiuti di Roma, quindi bisognerà portare i rifiuti con centinaia di camion, che produrranno altro inquinamento e problemi ulteriori di traffico. Quindi paradossalmente sarà meglio non pensare di aumentare la differenziata per ridurre questo impatto indiretto. Inoltre l’impianto impiega fonti fossili per accendere e sostenere la fiamma costantemente, anche perché i rifiuti non sono una fonte energetica rinnovabile: i rifiuti devono essere ridotti, non sono infiniti e “rinnovabili” come il sole e il vento.
Almeno si abbasserà la Tari per i romani?
No, non può calare la Tari, per effetto del termovalorizzatore in quanto avendo una efficienza energetica molto bassa (meno del 15/20%) esso disperde sottoforma di fumi e ceneri caldi più dell’80% del potere calorifico dei rifiuti inceneriti. Per questo per ricavare energia per appena 200.000 abitanti (meno del 10% dei residenti) bisognerà mettere nell’impianto montagne di rifiuti prodotti in modo indifferenziato. A ciò si aggiungano i costi per smaltire in discariche le ceneri che sono rifiuti speciali pericolosi. Se si vuole abbassare la Tari bisogna aumentare la differenziata, gestire i rifiuti urbani senza trasformarli in pericolosi, riducendo i costi di trasporto e smaltimento in inceneritori e discariche puntando a riciclare i rifiuti differenziati guadagnandoci.
In conclusione: per lei il termovalorizzatore non cambierà la situazione?
Assolutamente no. Anzi: se da un lato non cambierà la situazione di degrado, l’impianto tende a deresponsabilizzare i cittadini indotti come saranno a credere che bruciare rifiuti sia la soluzione e il solito refrain del “gigantismo impiantistico” debba ancora una volta sostituirsi alle mani e cervello di cittadini consapevoli. Basterebbe buon senso per riuscire a convincere chiunque che anche i romani possono e devono meritare un servizio di raccolta efficiente efficace e finalizzato a far bene all’ambiente e alla propria economia, con calo della Tari, ma gli interessi economici di pochi prevaricano a volte anche invertendo la gerarchia europea della gestione rifiuti.