Goletta Verde 2021 parte da Genova e immediatamente solleva un caso politico. Inaugurando la 35esima edizione della storica campagna in difesa di mari e coste, Legambiente ha assegnato la prima “bandiera nera” dell’anno alla Regione Liguria guidata da Giovanni Toti. Si tratta del poco ambito riconoscimento destinato ai “nuovi pirati”, cioè singoli, aziende o amministrazioni che si sono macchiati di comportamenti anti-ambientalisti. E assegnata, in questo caso – spiega il presidente regionale dell’associazione, Santo Grammatico – “per la mancata istituzione del Parco nazionale di Portofino e le politiche nei confronti dei Parchi regionali e delle aree protette“, ma anche “per non aver ritirato il permesso di ricerca di titanio nel comprensorio del Beigua e non aver ampliato i confini dell’area protetta al comune di Urbe, per aver depotenziato gli Enti parco sottraendo il personale distaccato dalle dipendenze dirette dei parchi alla Regione, per i continui tentativi di modifica della disciplina quadro dei parchi regionali, indirizzati ad indebolire il sistema delle aree protette anziché rafforzare la tutela del territorio e della biodiversità”.

Tutti i dossier citati da Legambiente hanno fatto piuttosto discutere negli ultimi mesi in Liguria. A partire dal Parco nazionale di Portofino, la cui istituzione – prevista nel 2018 dall’allora ministro Sergio Costa – è rimasta lettera morta, mentre nuovo cemento assedia i confini del promontorio. Lo scorso marzo aveva fatto scandalo l’autorizzazione – concessa per la prima volta dopo 25 anni – alla Cet, la Compagnia europea del titanio, per la ricerca del titanio nel Geoparco del Beigua tutelato dall’Unesco. E infine i due tentativi di sforbiciare l’estensione delle aree protette regionali: prima con la cosiddetta “legge taglia-parchi” approvata nel 2019 – in seguito impugnata dal Governo e dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale per violazione di competenza – e poi con una previsione nascosta nella legge di bilancio per il 2021 che introduceva il meccanismo del silenzio-assenso per modificare i confini delle zone sotto tutela, ritirata “in autotutela” nei mesi successivi dalla stessa Giunta, di fronte al rischio di un nuovo giudizio di legittimità costituzionale.

Ma Toti non ci sta e accusa l’associazione ambientalista di malafede. “Quella di Legambiente mi sembra molto una bandiera politica, più che una bandiera ambientalista. L’attenzione della Giunta per l’ambiente è assoluta, e spiace che non venga riconosciuta: rigenerazione urbana, ciclo dei rifiuti, differenziata, ciclo e depurazione delle acque con la nostra amministrazione hanno fatto passi da gigante, e il numero di bandiere blu alle spiagge della nostra regione ne sono la prova”, scrive. “Sul parco di Portofino la Regione sta semplicemente seguendo le perplessità dei sindaci e dei territori, cosa che sarebbe opportuno facesse anche Legambiente, che quasi sembra infastidita dallo sviluppo turistico di quella zona, che porta lavoro, sviluppo e ricchezza. Per quanto riguarda le miniere di titanio – conclude il governatore – un’organizzazione così importante dovrebbe sapere che dipendono dal Governo centrale e non dalla Regione”.

“Al Presidente sembra poco chiaro il ruolo della Regione nel percorso di istituzione del Parco Nazionale: dovrebbe fungere da catalizzatore e coordinamento tra il Ministero, i Sindaci e le associazioni del territorio e invece latita da anni”, controbatte Legambiente. “Siamo convinti che il Parco Nazionale sia l’unico strumento per far fare un salto in avanti al turismo sostenibile, alla protezione ambientale e alle attività economiche, generando nuovi posti di lavoro qualificati soprattutto per le giovani generazioni. Inoltre, nonostante le nostre precise e circostanziate motivazioni, il Presidente Toti confonde le concessioni per le ricerche minerarie del levante ligure con quelle per il titanio nel comprensorio del Beigua, rilasciate proprio dalla Regione Liguria con l’atto n.1211-2021 del 26/02/21 e che nulla hanno a che vedere con le concessioni governative, come dichiarato dal governatore”.

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