La cerimonia degli Oscar 2021 verrà trasmessa in diretta da più luoghi. La piccola, fulminante novità causa Covid è stata annunciata senza troppi clamori dall’Academy pochi giorni fa e nemmeno tutte le testate statunitensi l’hanno riportata. La serata del 25 aprile 2020, quando verranno consegnate le statuette per i film usciti nella nefasta annata della pandemia, prevederà dunque una serie di dirette in streaming da più parti del paese e del mondo. Almeno questo è quello che si intuisce dalla dichiarazione ufficiale di un membro dell’Academy. “Nonostante la pandemia siamo determinati a presentare un Oscar come nessun altro, dando la priorità alla salute pubblica e alla sicurezza di tutti coloro che parteciperanno”, è stato spiegato.

“Per creare uno spettacolo in presenza, che il nostro pubblico globale vuole vedere, adattandosi ai requisiti della pandemia, la cerimonia sarà trasmessa in diretta da più luoghi, incluso il famoso Dolby Theatre. Non vediamo l’ora di condividere presto maggiori dettagli”. Ricordiamo che al comando tecnico e produttivo delle operazioni della Notte degli Oscar da un paio di mesi sono stati arruolati tre pezzi da novanta: il regista Steven Soderbergh (Traffic, Erin Brokovich); una collaboratrice di produzione come Stacey Sher che a lavorato con Soderbergh in Contagion; e il produttore esecutivo dei Grammy Awards e dello show dell’intervallo del SuperBowl, Jesse Collins.

Insomma un team che potrebbe perfino sperimentare qualche idea creativa di regia mai vista in uno degli show in diretta mondiale più visti di sempre. Il Dolby Theatre di Hollywood, tra l’altro, è sede della cerimonia dal 2001 e normalmente ospita circa 3400 persone più tutto il codazzo di stampa e fotografi all’esterno durante il red carpet. Altra casella vuota riguarda la presenza del classico conduttore della serata. Già da due anni, infatti, non fa più capolino un presentatore/collettore dello show dopo gli anni buffi di Jimmy Kimmel, o quelli storici di Billy Crystal e Whoopi Goldberg. Assenza che quest’anno gioca a favore delle restrizioni generali. Così come la possibilità di più luoghi in diretta da convogliare poi digitalmente sul palco del Dolby visto che molti hub cinematografici, tra cui Los Angeles, New York e Londra, sono ancora, e saranno ancora per un po’, soggetti a severe restrizioni sul coronavirus. La California, ad esempio, è tornata in cima alla triste classifica degli stati americani con più morti per Covid. Infine qualche numero al ribasso. Perché la cerimonia del 2020 è stata quella nella storia con il minor numero di spettatori di sempre: 23,6 milioni, in calo del 20% rispetto al già critico 2019.

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