“Dati gli eventi violenti a Washington e l’aumento del rischio di danni, venerdì pomeriggio abbiamo iniziato a sospendere definitivamente migliaia di account che erano principalmente dedicati alla condivisione di contenuti QAnon“. È la comunicazione con cui Twitter ha dichiarato di avere chiuso negli ultimi giorni oltre 70mila account legati alle teorie del gruppo complottista, diffuse via social anche da chi ha partecipato attivamente all’assalto al Congresso dello scorso 6 gennaio. Una decisione che arriva qualche giorno dopo il blocco dell’account di Donald Trump, il cui profilo non è stato sospeso su Instagram e Facebook e non è più attivo su Parler, social di riferimento della destra americana “cacciato” dai server di Google, Amazon e Apple.

Il primo provvedimento a tempo indeterminato da parte del sito di microblogging nei confronti di uomini nell’entourage del presidente era arrivato nel 2017, contro il consulente politico di Trump Roger Stone, che in seguito sarebbe stato condannato per ostruzione alla giustizia e poi perdonato dal presidente, per i suoi tweet di insulti contro giornalisti della Cnn. A seguire, lo scorso novembre, viene chiuso per sempre l’account dell’ex stratega della Casa Bianca, Steve Bannon, che aveva chiesto la decapitazione di Anthony Fauci, e del direttore dell’Fbi Christopher Wray. Lo scorso maggio era stata aggiunta una etichetta ai tweet in cui Trump contestava le informazioni diffuse dalle autorità elettorali della California sulle modalità del voto per posta. Twitter è poi intervenuta anche il mese successivo, contro il post in cui il presidente definiva “delinquenti” i manifestanti che, in tutto il Paese protestavano contro l’uccisione di George Floyd da parte della polizia.

Sabato, è stato ‘etichettato’ un tweet dell’avvocato personale di Trump, Rudy Giuliani, dove pubblicizzava la sua partecipazione al podcast di Bannon “War Room” in cui denunciava censura da parte di Youtube e definiva i rivoltosi del Campidoglio “anarchici addestrati” per incastrare Trump: “Questa affermazione è contestata e questo tweet non può ricevere risposte, like, o essere rilanciato a causa del rischio di violenze“.

Lo scorso luglio, Facebook aveva rimosso più di cento pagine e account affiliati a Roger Stone, per le informazioni scorrette contenute nei post e per l’impiego di account falsi. La scorsa settimana Youtube ha reso noto che avrebbe adottato misure contro i canali che pubblicano video contenenti informazioni false e reso noto di aver rimosso migliaia di video, fra cui molti pubblicati da Trump nell’ultimo mese.

La politica di Youtube è ora quella di sospendere un canale provvisoriamente dopo un avvertimento e per sempre dopo tre formalizzati in un periodo di tre mesi. Il canale di Trump rimane quindi aperto, non avendo raggiunto la soglia dei ‘tre strike’ da ottobre. Il video di Bannon contro Fauci e Wray è stato rimosso, e il canale chiuso per una settimana dopo la pubblicazione di due video in violazione della sua politica contro le informazioni scorrette sulle elezioni. Infine “War Room” è stato chiuso dopo aver ospitato Giuliani.

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