Il mondo FQ

Israele inizia una nuova avanzata in Libano mentre a Washington iniziano i colloqui Beirut-Tel Aviv: Idf passano a nord del fiume Litani

A confermare che l'operazione è in corso, nonostante il cessate il fuoco, è stato il primo ministro israeliano Netanyahu. Beirut chiede l'immediato ritiro e lo stop alle operazioni oltre confine, ma Tel Aviv è contraria
Israele inizia una nuova avanzata in Libano mentre a Washington iniziano i colloqui Beirut-Tel Aviv: Idf passano a nord del fiume Litani
Icona dei commenti Commenti

“Tregua” è la parola che meno piace al governo di Benjamin Netanyahu quando si tratta di combattere i propri nemici o occupare territori nei Paesi vicini. Che si tratti del conflitto con l’Iran, del cessate il fuoco a Gaza o di quello in Libano, Israele ha dimostrato che la sua parola, in questi casi, ha poco valore e le violazioni dello stop alle ostilità sono la norma. Così, proprio nel giorno in cui si aprono i negoziati diretti con Beirut a Washington, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno cominciato una nuova avanzata che ha portato le truppe di Tel Aviv a nord del fiume Litani, ben oltre la Blue Line che separava i territori di competenza dei due Paesi grazie anche alla presenza dei militari Onu e più a nord anche della cosiddetta Yellow Line, la nuova zona cuscinetto creata unilateralmente da Israele dopo l’ultima invasione.

A confermare che l’operazione è in corso è stato il primo ministro israeliano Netanyahu: “Le nostre forze hanno attraversato il Litani e avanzato verso una posizione di forza. Operiamo anche a Beirut, nella valle della Beqaa e lungo l’intero fronte, colpendo duramente Hezbollah“, ha dichiarato. Altre informazioni sono state fornite dal capo di Stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir, in visita alle truppe: “La manovra verso nuove aree continua a respingere il nemico, distruggendone le capacità e colpendolo sistematicamente, anche in questo momento le truppe stanno avanzando. Ogni colpo contro Hezbollah è anche un colpo contro l’asse iraniano e contro l’investimento iraniano nella regione. Siamo pronti a qualsiasi sviluppo e manteniamo un alto livello di preparazione anche nei confronti dell’Iran. Oltre 7.500 miliziani sono stati eliminati dall’inizio della guerra, di cui 2.500 dall’inizio dell’operazione Ruggito del Leone. Continueremo a colpire il nemico. La minaccia dei droni rappresenta una sfida, ma la supereremo”.

Secondo quanto riferito in mattinata dalla tv libanese Al Jadeed, 17 tra carri armati e bulldozer D9 sono entrati nella notte tra giovedì e venerdì nel villaggio di Dabin, con le forze dell’esercito regolare libanese che, alla vista dei soldati israeliani, si sono ritirate in direzione della città di Hasbiya.

Dall’altra parte dell’Atlantico, così, i colloqui iniziano con i delegati di Beirut che si presentano al tavolo con una posizione definita dal presidente Joseph Aoun: cessate il fuoco completo, fine delle operazioni israeliane, ritiro dalle aree occupate nel sud e rafforzamento del dispiegamento dell’esercito lungo il confine. Beirut chiede inoltre il rilascio dei prigionieri libanesi, il ritorno degli sfollati e sostegno internazionale alla ricostruzione.

L’incontro segue due precedenti sessioni negoziali svoltesi a Washington il 14 e 15 maggio, che hanno portato alla proroga della “tregua” per 45 giorni. Gli Stati Uniti, impegnati nel negoziato su larga scala con l’Iran, sostenitore di Hezbollah, puntano a rafforzare il coordinamento militare diretto tra le due parti. In questo senso, il 2 e 3 giugno prossimi è previsto un nuovo round politico al Dipartimento di Stato. Israele, però, rivendica il diritto di condurre operazioni preventive contro minacce considerate imminenti, la lettura dei rapporti con i Paesi dell’area che ha portato, ad esempio, agli attacchi a Beirut contro presunti obiettivi di Hezbollah e in Iran, sia contro i vertici della Repubblica Islamica sia di Hamas. Una formula, questa, contestata da Beirut e al centro delle tensioni interne libanesi. Washington continua a esercitare pressioni sul dossier del disarmo di Hezbollah, mentre il movimento sciita ribadisce il proprio rifiuto dei negoziati diretti e prosegue le operazioni contro le forze di occupazione israeliane nel sud del Libano. Secondo dati raccolti da fonti libanesi, dall’avvio della “tregua” di metà aprile sono state registrate oltre 4.500 violazioni israeliane, più di 5.500 abitazioni distrutte e il controllo militare israeliano diretto o indiretto su oltre 65 località del Libano meridionale.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione